Σύνοψη επεισοδίου
Vien da dire che le autorità di Lugano se la stanno prendendo comoda. Risale al 2012 una prima mozione che chiedeva di intervenire con una nuova normativa per definire il compito, le nomine e le retribuzioni di chi siede in un Consiglio di amministrazione delle aziende pubbliche o parapubbliche della città. Da allora sono trascorsi 14 anni e la nuova normativa è ancora in fase di definizione, anche se si prevede che il Consiglio comunale possa finalmente discuterne entro la fine del mese di novembre. Nell’attesa, in città sta creando parecchio scalpore il livello delle retribuzioni accordate ai membri dei consigli di amministrazione di AIL e del Casinò. Il presidente di AIL, Lukas Bernasconi, ha ad esempio percepito nei primi sei mesi dell’anno una cifra che si aggira attorno agli 80-90 mila franchi. Un importo in linea con quello di altre realtà simili in Svizzera, secondo lo stesso Bernasconi, ma considerato da più parti molto elevato. In questo ambito manca parecchia trasparenza, anche per quanto riguarda…
Vien da dire che le autorità di Lugano se la stanno prendendo comoda. Risale al 2012 una prima mozione che chiedeva di intervenire con una nuova normativa per definire il compito, le nomine e le retribuzioni di chi siede in un Consiglio di amministrazione delle aziende pubbliche o parapubbliche della città. Da allora sono trascorsi 14 anni e la nuova normativa è ancora in fase di definizione, anche se si prevede che il Consiglio comunale possa finalmente discuterne entro la fine del mese di novembre. Nell’attesa, in città sta creando parecchio scalpore il livello delle retribuzioni accordate ai membri dei consigli di amministrazione di AIL e del Casinò. Il presidente di AIL, Lukas Bernasconi, ha ad esempio percepito nei primi sei mesi dell’anno una cifra che si aggira attorno agli 80-90 mila franchi. Un importo in linea con quello di altre realtà simili in Svizzera, secondo lo stesso Bernasconi, ma considerato da più parti molto elevato. In questo ambito manca parecchia trasparenza, anche per quanto riguarda…
Επεισόδια
Consigli di amministrazione, quale trasparenza?
ΑκούστηκεVien da dire che le autorità di Lugano se la stanno prendendo comoda. Risale al 2012 una prima mozione che chiedeva di intervenire con una nuova normativa per definire il compito, le nomine e le retribuzioni di chi siede in un Consiglio di amministrazione delle aziende pubbliche o parapubbliche della città. Da allora sono trascorsi 14 anni e la nuova normativa è ancora in fase di definizione, anche se si prevede che il Consiglio comunale possa finalmente discuterne entro la fine del mese di novembre. Nell’attesa, in città sta creando parecchio scalpore il livello delle retribuzioni accordate ai membri dei consigli di amministrazione di AIL e del Casinò. Il presidente di AIL, Lukas Bernasconi, ha ad esempio percepito nei primi sei mesi dell’anno una cifra che si aggira attorno agli 80-90 mila franchi. Un importo in linea con quello di altre realtà simili in Svizzera, secondo lo stesso Bernasconi, ma considerato da più parti molto elevato. In questo ambito manca parecchia trasparenza, anche per quanto riguarda…
Governo ticinese, sei mesi per lasciare il segno
ΑκούστηκεPiero Marchesi ha giurato mercoledì mattina a Palazzo delle Orsoline, e con lui l’UDC entra in Consiglio di Stato per la prima volta da quasi un secolo. Nel pomeriggio è arrivata anche la nuova ripartizione dei compiti. Il democentrista prende la guida del Dipartimento del territorio, che era di Claudio Zali. Norman Gobbi resta invece alle Istituzioni e ritrova un dipartimento di nuovo completo, con Polizia e Giustizia. Il governo torna così al completo dopo un’estate che lo ha messo duramente alla prova. Ora restano sei mesi per chiudere una legislatura giudicata da più parti avara di risultati, con conti pubblici in rosso e una campagna elettorale di fatto già iniziata. Ad aprile si torna alle urne, e gli equilibri sono in movimento per tutti. Lega e UDC si presentano di nuovo unite e parlano già di una “casa comune” della destra. Il PLR correrà senza un consigliere di Stato uscente, visto che Christian Vitta non si ricandida. Il Centro deve difendere il suo seggio in un quadro sempre più polarizzato, e a…
Israele al voto sulla sicurezza
ΑκούστηκεSulle elezioni israeliane, in programma il 27 ottobre, pesa quanto successo tre anni fa con l’attacco di Hamas a partire da Gaza, con circa 1’200 morti e la cattura di 251 ostaggi. Una ferita ancora aperta in Israele dove continuano le discussioni sulle responsabilità di questa tragedia. Il voto vede concorrere 38 liste per dividersi i 120 seggi del parlamento. I favoriti per costruire una coalizione di governo sono l’uscente Benjamin Netanyahu a destra, mentre più verso il centro si è posizionato il novizio della politica Gadi Eisenkot, generale ed ex capo di stato maggiore. In queste elezioni si incrociano tanti temi divisivi per gli israeliani, dal rapporto fra ebrei ortodossi e secolari alla strategia riguardo ai territori occupati passando dal ruolo degli arabi-israeliani nella politica. Ma su tutto domina la questione della sicurezza. Nonostante le operazioni belliche a Gaza, in Libano ed in Iran il paese si sente infatti ancora minacciato. A Modem ne discutono: Francesca Caferri, giornalista di…
Cade il governo in Spagna e sale la pressione in Francia
ΑκούστηκεIn Francia e in Spagna gli ultimi giorni sono stati segnati da imponenti proteste di piazza. Proteste diverse, certo, ma che in fondo chiedono cose simili: bisogni elementari, diritti di base. In Spagna decine di migliaia di persone sono scese in strada per difendere il diritto all’alloggio. Chiedono di dimezzare gli affitti, contratti stabili, lo stop alla speculazione dei grandi fondi. In Francia la miccia si è accesa tra i giovani, con grandi proteste giovedì, ieri licei chiusi a catena, lezioni saltate e oggi un’altra giornata di mobilitazione. Lì si protesta per una scuola pubblica degna, per aule sicure, contro i tagli e uno stato sociale che arretra. Siamo di fronte a crisi dai molti volti, ma collegate da un filo rosso: la rottura ormai profonda tra la piazza e il palazzo. Tra cittadini sfiduciati e governi che faticano a dare risposte. E a proposito di Governo, nel caso della Spagna, il premier Pedro Sánchez, dopo la bocciatura al Congresso dei suoi decreti sulla casa, ha annunciato ieri lo…
In Brasile è ancora Lula vs. Bolsonaro
ΑκούστηκεPer alcuni in gioco c’è addirittura il futuro della democrazia e della sovranità della prima economia del Sudamerica; in Brasile 160 milioni di elettori sono chiamati alle urne per rinovare il Congresso, i governatori locali e, soprattutto, la presidenza. La principale sfida si gioca tra il presidente uscente Luiz Ignacio Lula da Silva, ottantenne che spera in un quarto mandato (non consecutivo), e il suo principale sfidante: Flávio Bolsonaro, 45 anni, senatore e figlio dell’ex presidente Jair Bolsonaro agli arresti per il tentato golpe del 2022. Intanto le urne del primo turno hanno parlato, e non manca un po’ di sorpresa: Flàvio Bolsonaro - dato per sfavorito alla vigillia - fa corsa in testa con il 47%, contro il 45% dei voti raccolti da Lula. Un’elezione importante non solo perché i due rappresentano le due anime, progressista e conservatrice, di un paese fortemente polarizzato, ma anche e forse soprattutto per l’attenzione che la Washington di Donald Trump è tornata a prestare al subcontinente americano…