00:30
Ragazzi, che ansia!
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Non vi rendete mica conto voi di cosa vuol dire essere qua. Comunque...
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Comunque, allora, lo sapete, noi questa sera racconteremo la prima di tre, ben tre rivolte popolari del Medioevo che io mi sono proposto di raccontarvi in queste tre serate.
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Vi racconto tre rivolte popolari del Medioevo perché il tema di quest'anno del Festival della Mente è il futuro e c'entra Vabbè, il futuro. Prevedere il futuro è sempre stata un'ossessione dell'umanità, naturalmente. In altre epoche cercavano di prevedere il futuro con sistemi che a loro sembravano razionali, osservando le stelle, oppure interrogando i morti, la negromanzia.
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Anche noi interroghiamo il futuro con sistemi che a noi sembrano razionali. Chiediamo agli economisti come sarà il PIL dell'anno prossimo. Ed è esattamente la stessa cosa, ovviamente. Risponde solo a una nostra ansia. Dopodiché un conto è interrogare il futuro e un conto è dirsi, ecco ci sono nella storia umana dei momenti in cui molta gente si dice, insomma il futuro sarà uguale al presente, non mi piace, vogliamo provare a cambiarlo questo futuro. Le rivolte Le rivolte popolari che scandiscono tutta la storia umana sono sempre dei momenti in cui un'infinità di gente decide che il futuro così come lo vede non gli piace e prova a cambiarlo.
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Poi di solito se noi le conosciamo come rivolte...
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vuol dire che non ci sono riusciti a cambiarlo perché quando riescono a cambiarlo invece le chiamiamo rivoluzioni e allora davvero il mondo va a gambe all'aria e il futuro cambia quando invece le chiamiamo rivolte sommosse tumulti allora vuol dire che poi alla fine non ce l'hanno fatta però loro credevano lo stesso di cambiare il mondo E questo è quello che succede molte volte nel corso del Medioevo. E la prima che raccontiamo stasera è la rivolta dei contadini francesi passata alla storia come la Jacquerie che durò qualche settimana, non di più, nell'estate del 1358.
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Ecco, prima cosa da segnalare. Le rivolte che racconta, adesso non so chi di voi riuscirà a esserci tre sere consecutive e uscirà da qui avendo una conoscenza dettagliatissima delle rivolte popolari nel Medioevo, ma una cosa che accomuna queste rivolte che io vi racconto è che sono tutte brevi.
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Durano poche settimane, poi vengono represse, ma in quelle poche settimane succedono cose tali che rimangono per sempre incise nella memoria collettiva.
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Durano pochissimo e arrivano completamente inaspettate. La rivolta dei contadini francesi nell'estate del 1358 arriva senza che nessuno si immaginasse che poteva succedere una cosa del genere.
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E anche come è cominciata questa cosa nessuno lo capisce bene perché è una rivolta che non ci ha messo niente a dilagare in tutta la Francia del nord e poi i cronisti che la raccontano capite se io sono qua che vi parlo per un'ora di queste cose è perché molta gente all'epoca dopo quando tutto è finito si sono seduti a tavolino e hanno scritto io ho visto succedere questo o mi hanno raccontato che è successo per anni i cronisti arrivati a quell'anno e in quell'anno è successo questo che cosa è successo come è cominciato noi non lo sappiamo se c'è stato un singolo episodio se uno se lo sapesse potrebbe dire è in quel tale villaggio quel tale giorno che è cominciato tutto noi non lo sappiamo di sicuro però quello che sappiamo è che queste cose si espandono rapidamente anche se c'è stato un singolo episodio iniziale di questa rivolta poi poi ha innescato appunto un contagio fulmineo noi potremmo immaginare che nel medioevo le notizie ci mettessero tanto tempo ad arrivare sì rispetto a noi tanto tempo però un uomo a piedi fa 30 chilometri tranquillamente in un giorno e se porta una
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notizia incredibile ne fa anche 50 chilometri un uomo a piedi non ci mette molto capite la notizia per attraversare un paese specialmente quando appunto che notizia i contadini hanno cominciato a ammazzare i signori Poi appunto qualche cronista ha l'idea dell'episodio iniziale.
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Un po' di gente dei villaggi della campagna si riunirono nei loro villaggi dappertutto, senza capi, Dobbiamo stare attenti quando nessuno scrive a caso.
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Ogni parola ha un peso. Quando un cronista ti dice che questi si sono radunati all'improvviso senza capi. Cosa vuol dire? Vuol dire un pregiudizio molto chiaro.
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Non è una cosa organizzata, non sanno cosa stanno facendo. Quando sai cosa stai facendo hai anche dei capi, hai un programma. Dire che questi si riuniscono senza capi è come dire che è una cosa che è successa, neanche loro lo sapevano cosa stavano facendo.
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Pregiudizio dei cronisti dell'epoca che sono praticamente tutti ostili.
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I cronisti appartengono alla classe dirigente, quelli che sanno leggere e scrivere hanno tempo di scrivere libri, è classe dirigente. Per loro la rivolta è stata una cosa inspiegabile e orrenda, meno male che alla fine li hanno ammazzati tutti, ecco. Dopodiché, quindi è chiaro, una roba inspiegabile, assurda, senza capi.
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E non erano neanche 100 all'inizio.
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E dissero che i nobili e i cavalieri svergognavano e rovinavano il regno e che sarebbe stata una buona cosa distruggerli tutti.
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Tutti dissero ha ragione, ha ragione, alla malora chi non ci sta.
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E dunque la gente dei villaggi cominciò ad attaccare le case dei nobili, dei cavalieri.
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siamo in campagna, siamo in Francia, il regno di Francia nel 300 è un grande prospero regno, il più grande regno d'Europa, il più popoloso, ma è campagna, non è come l'Italia, l'Italia della stessa epoca, ne parleremo domani con chi di voi ci sarà, la rivolta dei cionpi a Firenze, l'Italia è un mondo di città, di mercanti, di industria, di soldi che girano, la Francia pur essendo un regno potentissimo è quasi tutta campagna, C'è un'unica vera città, Parigi, ne parleremo, tante piccole cittadine, ma il regno di Francia è Campania.
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Una marea di contadini e una piccola percentuale di nobili. I nobili sono l'1%, il 2% della popolazione da una regione all'altra, può cambiare un po', una piccola minoranza. E la massa sono contadini. I contadini sono quelli che lavorano, che producono, che pagano l'affitto e che pagano le tasse.
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I nobili vivono senza lavorare e non pagano niente.
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Beninteso, non dobbiamo immaginare, siccome siamo nel Medioevo, i servi della gleba, niente del genere. Non ci sono servi praticamente nella Francia del Trecento. È una società prospera.
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Girano soldi. Un contadino può anche essere un contadino ricco.
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però è un contadino, lavora e paga, i nobili non pagano, non pagano l'affitto perché la terra è loro, mica tutta è, c'è il capitalismo anche lì, uno può, se ha i soldi compra, ci sono contadini che si sono comprati il loro pezzo di terra, ma la maggior parte della terra è dei nobili e che quindi incassano gli affitti e le tasse, il re chiede le tasse, ma ai nobili non le fa pagare perché i nobili cavalieri che sanno fare la guerra servono il re in un altro modo, sono il puntello del suo potere, quindi ai nobili le tasse non si fanno pagare, le paga la gente che lavora naturalmente e non basta, i nobili hanno anche il potere politico perché anche se nel regno scusate questa lezioncina di storia medievale così in tre minuti, ma è per capire che mondo è questo dove vivono questi qua di cui parleremo stasera.
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Loro vivono in un mondo dove c'è il re, certo, e il re comanda fino a un certo punto, ma in ogni villaggio c'è il signore locale, in ogni villaggio c'è un castello, ogni due o tre villaggi c'è un castello, il padrone del castello è il signore del posto, il re è gli concede di gestire il potere in quei due o tre paesini, di riscuotere delle imposte, di mantenere, e il Signore è quello che arresta i malfattori, che impicca i briganti, che se tu hai una lite vai da Lui, non c'è un giudice del Re, vai dal Signore, e Lui multa e ordina, decide, comanda, e poi mille piccoli obblighi di pagamenti di tutti i tipi, vendi un pezzo di terra, anche oggi se vendi un pezzo di terra o un alloggio paghi una tassa, ma la paghi allo Stato all'epoca la paghi al Signore in altre parole il potere pubblico che mantiene l'ordine e a cui tu continuamente devi pagare non è un'entità astratta è il Signore del posto uno che conosci da quando sei nato e tu dipendi da Lui E contro questa classe di signori, di nobili che sanno fare la guerra e
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la fanno bene anche o meno bene, ne parleremo subito, ma insomma la sanno fare o dovrebbero saperla fare la guerra e per il resto non lavorano e incassano, sono i padroni, sono i signori, sono quelli che comandano.
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La massa dei contadini che ripeto contiene anche un sacco di gente che i soldi li ha fatti però non ne può più a un certo punto di questo sistema.
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farei un ultimo commento sul brano brevissimo che vi ho letto prima ricordate cosa dice il cronista e dissero che i nobili e i cavalieri svergognavano e rovinavano il regno allora i protagonisti di questa rivolta sono contadini che vivono in villaggi che magari non sono mai andati più lontano del mercato più vicino ma siamo in Francia ognuno di loro sa che noi siamo nel regno di Francia e il re rappresenta tutti noi il regno è un potere pubblico rappresenta una collettività vi sottolineo questo perché domani parleremo della Firenze della stessa epoca, nell'Italia di quell'epoca non c'è niente del genere, non c'è il regno, nell'Italia di quell'epoca ognuno è cittadino di Sarzana ed è cittadino di Sarzana e guarda male quelli di Spezia, dopodiché la patria è la tua città.
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e se sei un contadino neanche quello perché la città comanda anche in campagna e se sei un contadino paghi e obbedisci al comune cittadino più vicino mentre invece in Francia tutti sanno che noi comunque viviamo nel regno di Francia e la rivolta vuol dire che i contadini decidono che i nobili non stanno più facendo la loro parte Perché questa è una comunità, ognuno ha il suo dovere da compiere e noi che siamo la maggioranza, quelli che lavorano e pagano, decidiamo che non ci va più bene come viene gestito questo nostro regno di Francia.
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Dicevo il primo episodio, qualche cronista appunto sa qual è stato precisamente il primo episodio di violenza.
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e aggredirono diversi gentiluomini che si trovavano nel villaggio di Saint-Leu e ne uccisero nove e fatto questo ogni giorno crescevano in numero altri cronisti raccontano una storia diversa si mossero senza altre armi che bastoni ferrati e coltelli andarono alla casa di un cavaliere sfondarono la porta e lo uccisero con sua moglie e i figli e poi bruciarono la casa poi andarono a un castello e fecero peggio perché presero il cavaliere e lo legarono molto stretto a un palo e violarono davanti ai suoi occhi la dama e la figlia poi uccisero la dama incinta e la figlia e poi il cavaliere e tutti i bambini e bruciarono il castello Quale che sia stato l'episodio iniziale, l'insurrezione dilaga in pochi giorni in tutta la Francia del nord, a nord di Parigi, tra la Piccardia e la Normandia, fra Beauvais e Rouen.
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E i cronisti descrivono una campagna dove la gente in folla abbandona i suoi villaggi e si uniscono a questa massa di gente che va, migliaia ormai, che va da un villaggio all'altro con un'idea fissa in testa. Andiamo a cercare i nobili e li ammazziamo perché non hanno più diritto di vivere in questo regno.
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E se Dio non avesse posto rimedio, il male si sarebbe tanto moltiplicato che le comunità avrebbero distrutto tutti i nobili e la Santa Chiesa e tutti i ricchi in tutti i paesi. Questo ovviamente è un cronista che scrive dopo, sospiro di sollievo, sappiamo che è finita.
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Pensa se avessero vinto loro, ecco. Allora sì, sarebbe stato il mondo alla rovescia, tutti i signori distrutti. Ma anche qui una parola su cui volevo attirare la vostra attenzione, cosa ha detto il cronista? Le comunità avrebbero distrutto tutti i nobili, comunità è un'altra parola chiave.
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anche a livello dei contadini e dei poveri questa non è una società informe questa è una società organizzata tu abiti in un villaggio non importa quanto sei povero se sei un abitante di quel villaggio fai parte di una collettività di una comunità che elegge il suo sindaco il suo consiglio comunale che ha dei beni comuni da gestire e ogni anno si litiga perché il sindaco vuole affittarli a buon prezzo ai suoi amici e invece i poveri del villaggio li vogliono usare loro per dar da mangiare alla loro vacca e quindi si litiga e si fa politica c'è la parrocchia il parroco c'è la confraternita dove gli abitanti del paese laici però gestiscono delle attività religiose in concorrenza con la parrocchia in altre parole tutti vivono in una comunità dove si fa politica tutti i giorni e sono le comunità che si ribellano ai signori, non i poveri, neanche i contadini, perché al paese c'è anche il fabbro ferraio, il maniscalco, il negoziante, l'artigiano, il parroco, e tutti fanno parte della comunità, ed è tutto questo mondo della gente che lavora e paga che si ribella, e in cui vi cito sempre brani dai cronisti, e
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in queste assemblee c'erano per lo più contadini, ma c'erano anche dei ricchi, borghesi e altri, e tutti i gentiluomini che potevano prendere li uccidevano.
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Un altro cronista fa un'osservazione rivelatrice, dice, man mano che si è sparsa la notizia di quello che succedeva, anche laddove i rivoltosi non erano ancora arrivati, i nobili per un po' di tempo si erano ritirati e non si vedevano più andare in giro come prima e questo è molto rivelatore perché la gente odia il nobile perché il nobile va in giro a cavallo guarda gli altri dall'alto in basso tu sei uno che lavora sei un pezzente un villano dice adesso i nobili per un po' non sono più andati in giro come prima e ancora attraversavano la patria con le loro armi e seguendo le bandiere e questa è una cosa di nuovo se uno conosce quel mondo non solo le armi va bene le armi d'accordo quello che hanno il falcetto la scure il bastone ma le bandiere Le bandiere vuol dire moltissimo, noi oggi non ce lo immaginiamo neanche cosa possono voler dire le bandiere.
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Prima cosa, le bandiere vogliono dire che sono organizzati militarmente, perché le forze militari medievali sono tutte incentrate sulla bandiera. In che senso? Mi spiego.
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un esercito di mille cavalieri va bene ma ognuno di quei cavalieri è al seguito di un signore e ogni signore ha i suoi 10 15 20 cavalieri e ha la sua bandiera col suo stemma perché poi quando vai in battaglia e sei lì dentro nel polverone dopo un po' non capisci più niente non ne puoi più magari tor esco un momento perché nelle battaglie medievali uno può uscire un momento di solito ma dove vado? Dov'è la nostra bandiera?
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Lì, lì c'è il mio capo, lì ci sono i miei amici, io vado lì, sto lì e quando i comuni si organizzano e anche la gente a piedi, gli artigiani cominciano a fare la guerra e ci vogliono le bandiere, quando l'esercito di Firenze o di Siena va a fare la guerra escono un tutti quelli di quel rione di quel quartiere di quella strada tutti insieme con la loro bandiera perché poi appunto in battaglia quando si mette male dov'è la bandiera ci si stringe lì tant'è vero che in battaglia è importantissimo prendere le bandiere dell'avversario buttarle giù perché quando quelli non vedono più la loro bandiera non è che stai lì ad aspettare Quindi prima cosa hanno le bandiere vuol dire che questi contadini hanno capito da subito che devono organizzarsi militarmente.
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ma poi c'è anche un'altra cosa, che tutte queste bandiere sono il simbolo di un potere legittimo, tu sei un cavaliere al seguito di un signore, quel signore governa quelle terre e la sua bandiera è il simbolo del suo potere, se sei al seguito del re c'è la bandiera del re, se sei in Francia coi gigli di Francia e se sei un rione di Firenze hai la bandiera del tuo rione o della tua corporazione, vuol dire che Vuol dire che se tu stai seguendo la bandiera stai facendo una cosa legittima, sei al tuo posto con un'autorità legittima che autorizza quello che stai facendo e quindi questa gente ha la convinzione che quello che sta facendo è legittimo, i nobili sono i traditori e noi siamo quelli che fanno giustizia.
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cronisti sottolineano con stupore anche un'altra cosa dice e uccidevano tutti i nobili che riuscivano a trovare anche i loro propri signori fatto che il cronista si stupisca ci deve far riflettere capite cosa vuol dire tu sei un contadino non ne puoi più dei nobili vedi un nobile e dice dai tiriamolo giù da cavallo e ammazziamolo ma è un nobile qualunque ma il tuo signore è Quello che tu sei abituato tutta la vita, che lui è il signore del tuo paese, l'autorità legittima del tuo paese, è a lui che obbedisci, paghi e non solo, lo conosci da sempre.
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Questa è una società, gli antropologi dicono faccia a faccia, no? È una società dove tutti si conoscono.
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e non risparmiavano neanche quelli con cui erano stati allevati ed educati dolcemente certo perché certo fra il contadino e il signore del villaggio c'è una bella differenza ma da bambini giocavano insieme e vanno a messa nella stessa chiesa la stessa messa è diverso ammazzare anche il tuo signore piuttosto che non dire in generale ammazziamo i nobili, quello sono buoni tutti, ma ammazzare il tuo Signore che conosci da sempre è un'altra cosa.
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A questo punto i cronisti che raccontano quello che succede hanno una scelta, andare avanti o fermarsi descrivendo particolari atrocità.
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Alcuni cronisti decidono di descrivere delle atrocità.
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non oserei scrivere le orribili cose che facevano alle dame ma fra le altre cose disoneste uccisero un cavaliere e lo misero allo spiedo e lo arrostirono sotto gli occhi della dama e dei bambini dopo che dieci o dodici ebbero violentato la dama vollero fargliene mangiare per forza poi la fecero morire di mala morte e fra i prigionieri quando poi dopo repressa la rivolta cominciano i processi dice fra quelli che venivano processati c'era chi confessava di aver aiutato a violentare chi sei dame chi 8 9 10 12 e le avevano uccise incinte parentesi un mondo che abbiamo perduto che non è più il nostro le donne sono sempre incinte Le donne sposate o hanno il neonato o sono incinte, perché la coppia fa bambini continuamente, continuamente.
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Perché è un dovere, perché è così, l'umanità deve moltiplicarsi, sta scritto, e poi noi, la nostra famiglia deve moltiplicarsi, e i bambini muoiono come niente, e quindi ne deve fare tanti. Quindi se noi ci immaginiamo la gente in una via di un villaggio medievale, dobbiamo immaginarci che è pieno di bambini piccoli, uno sciame dappertutto, ed è pieno di donne incinte.
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Ma non era su questo che volevo fermarmi, era il discorso delle atrocità.
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Il discorso delle atrocità pone un problema ovviamente a noi che sulla base di questi racconti cerchiamo di dirvi cosa è successo davvero. Ci dobbiamo credere.
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Allora, da un lato ovviamente la storia del Novecento ci insegna che non c'è atrocità che non possa verificarsi e anzi si sono verificate cose che nessuno avrebbe mai immaginato.
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però al tempo stesso non vi sembri una contraddizione non bisogna credere ciecamente quando un cronista o un giornalista ostile racconta le orribili cose che fanno quelli là perché anche qui la storia ci insegna che invece molte volte le atrocità vengono amplificate c'è un esempio celeberrimo e garantito Qui divago un po', mi scuserete, ci ho pensato a lungo se fare questa parentesi, alla fine ho detto va bene, chi se ne frega la faccio.
24:22
Scoppio della prima guerra mondiale, 1914, i tedeschi invadono il Belgio e la Francia del Nord.
24:29
I tedeschi invadono il Belgio e la Francia del Nord commettendo atrocità, nel senso che continuamente fucilano civili e bruciano villaggi.
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Lo fanno perché le truppe tedesche hanno un terrore fanatico dei partigiani, dei franchi tiratori, come dicono loro. Li hanno insegnato a stare ben attenti perché quelli sono paesi infidi, i civili ti sparano dalle finestre. Tutti loro sono convinti di questo e quindi un esercito di milioni di uomini che attraversa un paese nemico, nel panico, nel terrore che ti sparano addosso dalle finestre, a quel punto succede che ti convinci che ti hanno sparato.
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E quando un capitano che comanda una compagnia in un villaggio si convince che da una finestra gli hanno sparato non ci mette niente a dire portatemi il sindaco, il parroco, li fuciliamo sul posto e diamo fuoco al villaggio. Quindi i tedeschi attraversano il Belgio e la Francia del Nord nel 1914 commettendo atrocità che per l'epoca sono inimmaginabili, fucilano e bruciano.
25:31
Ma i giornali inglesi e francesi cominciano a raccontare che i tedeschi tagliano le mani ai bambini e cavano gli occhi ai bambini e sventrano le donne incinte e se catturano un'infermiera le strappano gli occhi. Tutte queste cose sono scritte su tutti i quotidiani inglesi e francesi dell'epoca, tutto il mondo ci crede, dopodiché si scopre che non c'è assolutamente niente di vero.
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A questo punto noi siamo attrezzati per sapere che non importa quale atrocità uno commette davvero, chi vuole descriverti sotto una certa luce se ne inventerà delle altre, pornografiche se possibile, ancora più atroci per l'appunto.
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torno alla mia rivolta francese fino a quel cronista inglese che è inglese scrive da un altro paese scrive quello che gli hanno raccontato scrive parecchi anni dopo è quello meno informato di tutti guarda caso lui conosce le atrocità peggiori dice i ribelli si erano nominati un capo che si chiamava Jacques Bonhomme E questo Jacques Bonhomme in molti luoghi strappò i bambini dai ventri delle loro madri e per rinfrescarsi si ungeva il corpo con il sangue di quei bambini.
26:56
Allora qui uno si sente di dire no non ci credo mi dispiace non è successo anche perché me lo racconti solo tu che non c'eri e scrivi 50 anni dopo fammi il piacere dai.
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però il meccanismo è chiaro questa rivolta ha suscitato un tale terrore un tale orrore che non c'è niente di così abominevole che non si possa attribuire a questi rivoltosi avete sentito il cronista dice avevano un capo che si chiamava Jacques Bonhomme questa rivolta si chiama la Jacquerie la chiamiamo così noi ma la chiamano già così i contemporanei perché si chiama così?
27:35
Qualcuno appunto crede che i ribelli avessero un capo che si chiamava così.
27:40
Questa cattiva gente aveva un capitano che chiamavano Jacques Bonhomme e avevano fatto un re fra loro che chiamavano Jacques Bonhomme.
27:52
Jacques Bonhomme non è mai esistito come singolo personaggio, però...
27:56
Però si dice, no, è che Jacques Bonhomme era un soprannome, era un soprannome spregiativo che si dava ai contadini. Lo dice anche un cronista.
28:08
A quell'epoca i nobili, facendosi beffe degli uomini rozzi e semplici, li chiamavano Jacques Bonhomme.
28:18
Io devo dire che mi stupisco un po' perché il cronista è un contemporaneo.
28:22
Cosa vuol dire a quel tempo? Se stai scrivendo in quell'epoca alla gente che c'era e senti il bisogno di spiegare, a me non mi torna tanto. Io sono arrivato a pensare che probabilmente Jacques Bonhomme era tutt'al più una specie di maschera. come chi dicesse, non so, lo zio Sam che personifica gli americani, Pulcinella che può personificare, no ecco, Gianduia se volete. Allora, Jacques Bonhomme magari personificava i contadini, ma nessuno aveva mai chiamato Jacques i contadini in genere.
28:54
Invece, e questa è una cosa importante, o meglio che a me sembra interessante, anche se non me la spiego bene, eh, Quando scoppia la rivolta si sente il bisogno di dare un nome a questi rivoltosi. Egli si appiccica a questo soprannome di Jacques.
29:12
E questa è una cosa che accomuna quasi tutte le rivolte nel Medioevo e anche nell'età moderna.
29:20
Si arriva fino alla rivoluzione francese, i Saint-Culot.
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A me piacerebbe sapere se Sanculotti si diceva davvero già prima o se invece è quando questi prendono il potere che cominciano a chiamarli i Sanculotti, quelli che portano i calzoni e non portano i calzoni corti dei nobili. Le rivolte nel Medioevo e nell'età moderna quasi sempre si inventano un nome per i ribelli. È una cosa misteriosa perché non si capisce chi è che se lo inventa, chi è che glielo dà e c'è qualcosa di molto profondo evidentemente nel fatto di aver bisogno di avere un nome che vuol dire che tu sei di quelli lì, ecco sei uno di quelli.
30:01
Gli Jacques se lo danno da soli questo nome, qualche cronista dice così, questa gente che si dicono gli Jacques, gli Jacques come dicevano loro oppure glielo danno gli altri questo nome.
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I villani che a partire da quel momento furono chiamati Jacques, queste comunità che la gente chiamava Jacques Bonhomme, la compagnia degli Jacques, è una terminologia che arriva anche nel linguaggio ufficiale, nel linguaggio dei documenti prodotti dallo Stato.
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E qui mi fermo un attimo perché vi devo raccontare un altro pezzettino di come funzionava quel mondo. Faccio un piccolo salto in avanti. L'abbiamo detto, la rivolta verrà repressa, verrà repressa nel sangue.
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Ma a un certo momento una caratteristica della giustizia nel Medioevo è che dopo che hai impazzato però poi ci si ferma e si dà un bel colpo di spugna ed è tutto finito perché l'autorità suprema, l'autorità del re, si caratterizza per il fatto che fa giustizia spietatamente se ce n'è bisogno ma anche per il fatto che può graziare.
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La grazia sopravvive anche oggi, prerogativa del Presidente della Repubblica, ma oggi è un fossile.
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Serve politicamente in certi casi, ma non conta nella realtà concreta quotidiana la grazia.
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In passato contava enormemente.
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Per un re sapere che io sono quello che ti può condannare a morte era importante ma era altrettanto importante far sapere che io sono quello che ti può graziare.
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La grazia era importante almeno quanto la giustizia e chi ha la mia età si ricorderà che fino a un po' di tempo fa il ministero, come si chiamava il ministero? Ministero di grazia e giustizia con la grazia che viene prima.
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E allora nel Medioevo quello che noi vediamo succedere è che la giustizia è feroce, uccide, impicca, poi a un certo punto comincia a pubblicare delle lettere in cui dice il tal dei tali ha fatto delle cose tremende e spaventose, ma noi abbiamo deciso di graziarlo.
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Di solito dietro c'è una storia di bustarelle agli usceri, agli avvocati, ma è comunque tutto accettato, il re grazia. E dunque dopo la rivolta della Jacquerie noi abbiamo una valanga di lettere di remissione concesse dal re che dicono appunto il tal dei tali.
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sto parlando di questo per dirvi che il termine Jacques è entrato anche nel linguaggio ufficiale, no? Il tal dei tali che all'epoca stava con gli Jacques, il tal altro che stava dalla parte degli Jacques, di quelli che allora si chiamavano gli Jacques Bonhomme, il tal dei tali che ha fatto, ha ucciso, si è detto, ma noi lo perdoniamo e può tornare libero a casa sua e non succede niente.
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Quindi gli Jacques E quindi la jacquerie.
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E qualche cronista lo dice, quella jacquerie, gli jacques, i villani.
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A partire da quel momento il termine uscirà dall'uso e nessuno mai più dirà gli jacques per dire ai contadini. Lo si dice in quel momento. Gli jacques sono quelli che attraversavano il paese in folla e ammazzavano i nobili.
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E la folla attraversa la Francia del nord e la gente li aspetta. Gli Jacques sono arrivati là. Domani gli Jacques saranno qui. I nobili scappano e gli Jacques attraversano villaggi e città applauditi dalla folla che li accoglie con entusiasmo.
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Gli Jacques vennero a Guy Fontaine. La contessa di Valois che era là ebbe paura e gli mostrò buon viso e gli fece dare dei viveri.
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perché avevano l'abitudine nei paesi e città in cui passavano che la gente, uomini e donne, metteva i tavoli in strada e là mangiavano i giac e poi passavano oltre bruciando le case dei gentiluomini.
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È come una specie di pellegrinaggio, il Medioevo sono abituati alle masse che all'improvviso si mettono in movimento per andare in pellegrinaggio, questo è un pellegrinaggio un po' speciale, però dove passano sono i benvenuti, tavoli e da mangiare e da bere per tutti.
34:38
Ci sono gli aspetti carnevaleschi che accompagnano sempre le rivolte, la gente prima di bruciare la casa del nobile ci entra, qualcuno ruba, saccheggia, cosa porti via? I vestiti.
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portavano via la roba e rivestivano se stessi e le loro donne contadine in modo più pittoresco. È chiaro, se ce l'hai con il nobile è anche per quello, lui va vestito tutto colorato, gli abiti colorati sono cari, noi siamo tutti vestiti di abiti tessuti in casa, tutti grigi, ma adesso che abbiamo saccheggiato il castello anche mia moglie si pavoneggia con l'abito colorato della contessa e hanno anche i simboli.
35:21
una di queste lettere di remissione in cui si perdona un tizio il quale all'epoca in cui i plebei del bovesì si erano mossi contro i nobili del paese lui prese e portava sul suo cappello al posto della piuma un aratro di legno e diceva che lui stava dalla parte degli Jacques Allora capite, siamo in pieno Robin Hood, c'è il cappello con la piuma e lui al posto della piuma si è messo un piccolo aratro di legno.
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E l'aratro è un carico di significati simbolici. L'aratro, arare naturalmente è il principale dei lavori contadini, è il più importante dei lavori contadini, è un simbolo.
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Tenete conto che il verbo che noi usiamo, il verbo lavorare, che per noi indica qualunque tipo di attività lavorativa, in francese labourer significa arare il campo, cioè nell'inconscio collettivo dei francesi lavorare vuol dire arare il campo, quello è il lavoro.
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ma naturalmente l'aratro è un attrezzo costoso, mica tutti gli abitanti della campagna hanno l'aratro, i pezzenti non ce l'hanno, i braccianti che lavorano a giornata, quelli non ce l'hanno mica, avere l'aratro e i buoi vuol dire che sei qualcuno al villaggio, di nuovo non è la rivolta dei pezzenti, è la rivolta di tutto un mondo che è convinto di poter benissimo stare in piedi da solo, anche senza i nobili a cui dover obbedire.
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Ora fin qui non abbiamo parlato delle motivazioni immediate che li muovono, hanno deciso che sono stufi, ma perché hanno deciso che sono stufi?
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Vabbè qualche cronista naturalmente dice ma non lo sapevano neanche loro cosa volevano fare, poi ai processi tu chiedevi all'imputato perché sei andato?
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Rispondevano che non sapevano tranne che l'avevano visto fare agli altri.
37:27
Ma qualche cronista è più preciso.
37:31
I contadini venivano depredati da ogni parte e non c'era nessuno che resistesse ai briganti e ai nemici.
37:41
e perciò i contadini dissero insorgiamo contro questi nobili traditori che si sono dimenticati di difendere il regno e non pensano ad altro che a divorare le sostanze del popolo allora cosa sta succedendo cosa c'è nell'inconscio di questa gente nell'inconscio di questa gente c'è quello che hanno sentito predicare in chiesa per tutta la loro vita e cioè La società umana, cari ragazzi, è fatta di tante condizioni diverse.
38:15
Ognuno ha il suo compito. Dio ha dato a ognuno il suo compito. E sono tutti importanti. La società funziona meravigliosamente se ognuno sta al suo posto. Certo, ci sono dei compiti più prestigiosi e pagati meglio, altri più duri, ma dovete sopportare perché se ognuno sopporta e fa il suo lavoro, il mondo andrà avanti come vuole Dio. E quali sono le condizioni e quali sono i lavori? Eh, ci sono quelli che devono pregare, pregare è fondamentale, siamo tutti cristiani, la salvezza è uno scopo centrale della nostra vita, quindi ci sono quelli che pregano i sacerdoti, i monaci, i frati, loro hanno il compito più importante, è per questo che gli pagate le decime e così via e li mantenete da signori.
39:05
Poi ci sono i nobili e i nobili comandano, dirigono e difendono il paese perché i nobili sono i cavalieri, sono quelli che hanno le armi, i cavalli, che sanno usarle. Quando si fa la guerra sono loro che vanno e loro difendono il paese.
39:23
E poi ci sono quelli che lavorano e lo sappiamo che è più dura, ma avrete la vostra ricompensa in paradiso.
39:31
lavorate rispettate i vostri signori rispettate i vostri parroci e tutto andrà bene si sono sentiti dire questo per tutta la vita ma perché in quell'estate del 1358 i contadini francesi invece han deciso che non è vero i nobili non stanno rispettando il contratto non stanno facendo la loro parte li manteniamo a ufo anzi peggio hanno tradito i loro obblighi allora Lo sapete cosa sta succedendo in Francia nel 1358?
40:05
Siamo nel pieno della guerra dei cent'anni, questa guerra che non finisce mai con gli inglesi che hanno invaso la Francia e ne hanno conquistato gran parte e i francesi sotto pressione che non riescono a resistere.
40:22
Meno di due anni prima, 1356, a Poitiers la cavalleria francese ha perso disastrosamente una grande battaglia. Il re di Francia Giovanni il Buono, diffidate dei re che passano alla storia come il buono.
40:41
In genere è l'unica qualità che si riesce a riconoscergli. Il re di Francia Giovanni il Buono è stato catturato dal nemico, da un anno e mezzo è prigioniero a Londra, è prigioniero a Londra perché si sta negoziando il suo riscatto.
40:57
perché nelle guerre fra cavalieri c'è questa piacevole usanza che tu in linea di massima il nemico se puoi evitare non è che lo ammazzi poi si muore come mosche lo stesso ma l'idea di fondo è se riesco a catturarlo il nobile nemico e me lo porto a casa e poi si comincia a ragionare tu come ti chiami quanti castelli possiedi quanto paga la tua famiglia questa è la consuetudine assolutamente universale rispettata seguita da tutti normalissima ovviamente perché uno perché fa la guerra per divertirsi ma poi soprattutto per arricchirsi e quindi uno fa la guerra così come gioca d'azzardo se mi va male va male ma se va bene divento ricco quindi è consuetudine normale della cavalleria far pagare il riscatto al nemico catturato qui voi capite abbiamo catturato il re E adesso vediamo quanto pagherà il Regno di Francia.
41:54
Per la cronaca, alla fine, il Regno di Francia pagherà un riscatto di 3 milioni di scudi d'oro.
42:01
a occhio e croce qualche miliardo di euro in un regno ovviamente molto più povero di quello che può essere un paese di oggi e pagheranno i contadini e tutti quanti naturalmente non ci siamo ancora ma il re non c'è il re è prigioniero a Londra la Francia è senza re c'è un giovane principe reggente il delfino che nessuno sa se valga qualcosa il re non c'è la guerra è persa e non è finita però c'è la tregua mentre si negozia il riscatto tregua ma queste sono guerre combattute da mercenari i quali se non li paghi e devono mantenersi lo stesso e quindi anziché saccheggiare sotto comando saccheggiano in proprio il paese continua a essere battuto dai mercenari e i nobili non sono capaci di proteggere i loro contadini i nobili l'hanno fatto vedere a Poitiers che cosa valgono niente li abbiamo mantenuti tutta la vita nel lusso per difendere il regno e loro sono stati sbaragliati e hanno lasciato che il nostro re venisse catturato dal nemico e noi dovremmo continuare a mantenerli ma li ammazziamo tutti e però c'è anche un altro dettaglio perché la situazione è complicata e vedete siamo partiti dal dire
43:16
i contadini si arrabbiano contro i signori ma la politica è una cosa complessa anche allora Vi dicevo prima che c'è un giovane reggente e questo giovane reggente Carlo il Delfino si era rifugiato a Parigi che è l'unica grande città del regno.
43:34
Parigi è una vera grande città piena di mercanti, di artigiani dove girano un sacco di soldi ed è un comune organizzato.
43:42
Chiaro, non è come i comuni italiani che non ubbidiscono a nessuno. Parigi obbedisce al re.
43:49
Ma adesso che il re è prigioniero...
43:52
e che il regno è governato da un giovane e debole reggente i mercanti di Parigi si dicono eh forse potrebbe essere l'occasione buona in cui Parigi può cominciare a contare qualcosa il reggente ce lo teniamo a Parigi e il diciamo così il sindaco di Parigi Etienne Marcel tecnicamente è il prevosto dei mercanti comincia a spiegare al giovane reggente che adesso sono quelli di Parigi che gli dicono come deve gestire il regno peccato che il giovane reggente scappa da Parigi e comincia a radunare truppe per riprendersela con la forza quindi Parigi è in stato di ribellione e di assedio E il reggente ha dato ordine a tutti i nobili che hanno i castelli in tutta la zona intorno a Parigi di mettere guarnigioni nei loro castelli per bloccare le strade, impedire che Parigi riceva rifornimenti.
44:56
Mettere guarnigioni nei castelli. Attenzione.
45:00
Noi oggi andiamo a visitare un castello del Trecento, che ne so, Fenice, in Valle d'Aosta, e ce lo immaginiamo pieno di armigeri. Nemmeno per idea.
45:10
gli ermigeri costano, normalmente si abita il padrone, la moglie, qualche domestico, basta, ma quando c'è minaccia di guerra tocca fare questa cosa che li riempie tutti di ripugnanza e disgusto, tirare fuori dei soldi e assumere qualche soldato per far la guardia sugli spalti, bisogna farlo, il reggente ha chiesto ai nobili di fortificare i loro castelli, I nobili allargano le braccia e si rassegnano, quindi ci vogliono soldi per reclutare dei soldati e viveri, riempire questi castelli di viveri per mantenere queste guarnigioni, chi paga?
45:51
I nostri contadini.
45:53
Di conseguenza quello che ci rivela un cronista è l'unico che ha fatto questo collega, invece proprio in quel momento in tutta quella zona i nobili avevano cominciato a dire ai contadini pagate fuori i soldi, fuori i viveri, requisizioni, confische, tasse perché dobbiamo fortificare i castelli e lì dice quel cronista che i contadini hanno fatto due più due E dissero che i cavalieri che dovevano difenderli avevano deciso di impadronirsi di tutti i loro beni.
46:25
Quindi è lì che traboccano il vaso. Non ne possiamo più.
46:31
Qualche cronista si dice ma sono i parigini che li hanno sobillati? Perché c'è sempre naturalmente questa idea, quegli ignoranti dei contadini da soli, cosa vuoi che facciano due più? Invece gli astuti parigini probabilmente li hanno sobillati. Ora non sembra che i parigini li abbiano proprio sobillati, ma di sicuro quando si è sparsa la voce di quello che succedeva nelle campagne, a Parigi si sono fregati le mani.
46:59
Quando il prevosto dei mercanti e quelli del suo partito seppero queste notizie, fecero finta di essere corrucciati, ma mai nessuno che andasse lì fu rimproverato o punito da loro. In altre parole, i ribelli vanno e vengono liberamente con Parigi e nessuno gli dice niente. Anzi, i parigini, già che ci sono, escono in armi e vanno a prendere i castelli intorno a Parigi per evitare che il reggente li usi contro di loro.
47:28
Questo fatto di essere sospettati di complicità con i contadini a quelli di Parigi piace poco, specialmente quando i contadini saranno stati sconfitti. Allora a quel punto Etienne Marcel scriverà una lettera agli altri comuni di Francia per dire che non è vero che loro a Parigi hanno aiutato i ribelli, assolutamente no, è vero che gli hanno mandato della gente.
47:54
ma non li abbiamo mandati per aiutarli li abbiamo mandati per cercare di frenarli un po' per ridurre i loro eccessi dice noi gli abbiamo scritto di non uccidere le mogli e i figli dei gentiluomini a meno che non fossero nemici della città di Parigi in quel caso anche le mogli e i figli va bene insomma complicità di sicuro anche se non li hanno forse sobillati E dunque, e dunque questa marea di contadini non si sta muovendo nel nulla, in un tempo, questo è il punto importante, capite?
48:28
Non è un tempo sempre uguale, no, no, è quel momento lì, è la congiuntura, è cosa è successo l'anno scorso, cosa sta succedendo adesso, la gente lo sa ed è quello che fa muovere la gente.
48:44
Dopodiché arrivati a questo punto, anche perché il mio tempo sta per scadere, a questo punto in realtà comincia anche il riflusso di questa rivolta, andiamo ancora per un pochettino, ma insomma vabbè, comincia il riflusso, hanno attraversato mezza Francia saccheggiando castelli e case signorili e uccidendo i gentiluomini su cui riuscivano a mettere le mani loro, le mogli, i bambini, i nobili scappavano dappertutto, cavalieri e dame, scudieri e damigelle fuggivano ovunque dove potevano, coi bambini in collo, qualcuno in camicia, Un gran numero di loro si rifugiano in una cittadina vicino a Parigi che si chiama Mo, Meaux.
49:24
A Mo c'è un mercato.
49:27
in un'ansa della marna quasi completamente circondato dal fiume murato una piccola fortezza lì sono affluiti centinaia di nobili con le loro mogli e le loro figlie i bambini tutta questa gente è lì terrorizzata sono chiusi lì dentro vedono il fumo dei loro castelli che bruciano lontano nella campagna non sanno cosa fare ci sono centinaia di nobili e maschi uomini d'arme ma sono talmente terrorizzati che non sanno cosa fare Quando a Parigi si viene a sapere che lì a Mo, che è a mezza giornata da Parigi a piedi, vicinissimo, ci sono tutti quei nobili, da Parigi esce una massa di sanculotti, ci verrebbe da dire se fossimo nel 1789, una massa di popolani di Parigi armati per andare a farla finita con tutti questi nobili che stanno lì a Mo.
50:16
I parigini arrivano a Mo.
50:19
dove il sindaco di Mo aveva giurato ai nobili di proteggerli, ma arrivando la folla dei parigini, il sindaco di Mo gli fa aprire le porte della città, la pagherà poi cara.
50:33
E fecero mettere per le strade tavoli e tovaglie e sopra pane, vino e carne. C'è sempre questa cosa ricorrente, questi vanno, poi devono mangiare.
50:43
Però c'è un dettaglio che vi ho letto e non avrete fatto caso. Lo sottolineo perché il Medioevo è uno strano mondo. Tovaglie.
50:52
Nel Medioevo nessuno era così miserabile da non mettere una tovaglia sul tavolo.
50:59
L'idea di mangiare su un tavolo di legno senza metterci una tovaglia non sarebbe venuta in mente assolutamente a nessuno. Sarebbe stata la peggior rozzezza e volgarità. Per cui i ribelli che arrivano a Mo trovano i tavoli con le tovaglie.
51:15
Ora a Mo è appena arrivato un soccorso inaspettato.
51:20
Qui partiamo per paesi lontani, voi mi scuserete, ma è un mondo complesso questo, lo vedete. Sono appena arrivati a Mo, un gruppo di cavalieri capeggiati da due grossi nobili della Francia del Sud, che si chiamano il conte di Foix e il capital de Buc.
51:35
Il conte di Foix e il capitale de Buc sono un grosso personaggio del partito francese e un grosso personaggio del partito inglese. Quando c'è la guerra si scannano, però sono parenti, amici, in questo momento c'è la tregua, sono andati insieme in vacanza sul Baltico.
51:51
Cosa vuol dire che sono andati in vacanza sul Baltico? In Prussia.
51:56
Vacanza e pellegrinaggio anche, ci si salva anche l'anima, è bellissimo.
52:01
In Prussia ci sono i cavalieri teutonici i quali fanno la guerra contro queste sciagurate tribù pagane, i pruteni, i lituani eccetera. Tutta Europa sa che in quella lontana frontiera del mondo civile i prodi cavalieri teutonici cercano a modo loro di cristianizzare i barbari pagani.
52:22
E vuoi non andare a dargli una mano? È certo che ci vai. Quando un nobile è disoccupato, tempo di tregua, nella guerra dei cent'anni, per fortuna poi ricomincia, darà lavoro a lungo, ma adesso siamo in tregua, quindi cosa potremmo fare di divertente? Facciamo un pellegrinaggio in Prussia. Quando tu arrivi là i cavalieri teutonici ti accolgono a braccia aperte, ti fermi qualche mese, fai un po' la guerra con loro, scanni qualche pagano, ti pagano bene, mangi, bevi, ti salvi l'anima, vai al pellegrinaggio da Maria di Centocova e poi torni a casa felice e contento.
52:57
Il conte di Foy e il capital de Buc con qualche decina di uomini d'arme sono tornati dalla Prussia.
53:03
arrivano in Francia e gli dicono non sapete cosa sta succedendo in Francia i contadini si sono ribellati i nobili sono tutti fuggiti ora sono fuggiti ci sono un sacco di damigelle in pericolo nel mercato di Mo capisci che se sei tornato dalla Prussia sei lì allenato in forma cosa c'è di meglio damigelle in pericolo andiamo a salvarle E quindi il conte di Foa e il capitale de Buc sono arrivati.
53:34
I due buoni cavalieri si accordarono di andare a vedere le dame e confortarle per quanto potevano.
53:43
Poi non si sa mai cosa ci scappa, no? Tante donne.
53:47
E quindi sono arrivati lì con una quarantina di uomini d'arme e sono entrati nel mercato. I parigini non lo sanno. I parigi dopo aver mangiato e bevuto si presentano tracotanti alla porta del mercato di Mo dicendo adesso sfondiamo e ammazziamo tutti.
54:04
Le porte si aprono ed escono tutti questi cavalieri in armatura ben schierati.
54:09
Dice un cronista a quel punto i parigini non ebbero più tutta quella voglia di andare avanti che avevano prima.
54:15
Ma i cavalieri a questo punto attaccano e qui c'è uno dei passi più straordinari dal punto di vista proprio dell'idea del cronista che il mondo è fatto di due razze diverse, cioè i nobili e i villani sono due razze diverse. Si misero davanti a questi villani neri e piccoli e male armati con la bandiera del conte di Foix e il pennone del capital e lancia in pugno.
54:45
e caricano, e i parigini si disperdono, e vengono inseguiti e fatti a pezzi, e li ammazzarono come bestie, e ne uccisero tanti che erano tutti stracchi e sporchi, cioè non ce la fai più dalla stanchezza a forza di ammazzarne, e li gettavano a mucchi nel fiume Marna, e li uccidevano come maiali gli uni sugli altri, le vie erano così strette che non si passava, e poi a questo punto messi in rotta i parigini, a questo punto i nobili dicono, dov'è il sindaco di Moe?
55:14
che li ha fatti entrare e i villani della città che si erano ecco e a questo punto danno fuoco alla città e la bruciarono tutta con tutti i villani del borgo che riuscirono a chiudere dentro il sindaco è arrestato messo a morte atto finale entrano in scena due nuovi personaggi tardissimo dieci minuti al massimo finiamo atto finale gli jacques che hanno capito che i nobili stanno cominciando a reagire, si sono nominati un capo.
55:48
Un capo perché per combattere bisogna avere qualcuno che ti dà un minimo di ordine. Dice un cronista, un contadino più furbo degli altri, che si chiamava Guillaume Cal, sarebbe Charles, ma nel dialetto della Francia del Nord all'epoca la pronuncia era Cal.
56:06
Questo Guillaume Calle, un uomo che se ne intendeva, che sapeva parlare bene, di bell'aspetto, e gli Jacques ne fecero il loro capo, ma lui vedeva bene che era gente che non avrebbe combinato granché e rifiutò di comandarli, ma gli Jacques lo presero e ne fecero il loro capo, insieme con un uomo che era ospedaliere, cioè frate dell'ordine di San Giovanni, ordine militare, e aveva visto la guerra.
56:36
e anche Guillaume Calle l'aveva vista in altre parole qui adesso subentra un aspetto fondamentale questa massa di contadini armati alla belle meglio ma sono tanti fanno tanta paura ma se si trovano in campo aperto davanti a dei nobili non hanno speranza perché i nobili sanno fare la guerra e i contadini no e saperla fare vuol dire saperla fare sapere come devi metterti qual è il momento giusto averlo ecco i contadini non ce l'hanno tanto che Guillaume Cal e quindi si cercano due che almeno la guerra ogni tanto l'hanno vista e l'hanno fatta e li costringono a comandarli e l'altro personaggio che entra in scena è È un po' il contraltare del re di Francia Giovanni il Buono che se ne sta prigioniero nella torre di Londra.
57:26
Questo è il re di Navarra. La Navarra è un piccolo regno indipendente sui Pirenei. Più tardi sarà annesso alla Francia, se voi ricordate, dal tempo dei tre moschettieri in poi, il re di Francia si chiama re di Francia e di Navarra. All'epoca è un piccolo regno indipendente e il re di Navarra ha il piacevole soprannome di Carlo il Malvagio.
57:50
Carlo il Malvagio, re di Navarra, è cugino del re di Francia ed è convinto che il regno di Francia toccherebbe a lui, per cui è tutta la vita che intriga per diventare re di Francia, si è messo d'accordo con quelli di Parigi, era a Parigi d'accordo con Etienne Marcel per farsi sponsorizzare come futuro re di Francia, anche gli inglesi lo appoggiano.
58:11
e i cronisti a questo punto a sorpresa ci dicono e gli Jacques pensavano di essere appoggiati da lui gli Jacques pensavano di trovare un alleato Dicono alcuni che gli Jacques si aspettavano che il re di Navarra dovesse aiutarli per l'alleanza che aveva col prevosto dei mercanti. Ma allora capite come dalla rivolta senza capi, insensata, che abbiamo visto all'inizio, che roba che viene fuori. Viene fuori un mondo dove si sa, certo, c'è Parigi e c'è il re di Navarra e il nostro re è là e c'è la politica sostanzialmente.
58:47
Ci sono delle prospettive.
58:48
gli Jacques pensano che il re di Navarra potrebbe essere la loro carta vincente ma anche i nobili lo pensano e i nobili vanno da Carlo il Malvagio e gli dicono Sire voi siete l'uomo più nobile del mondo non potete lasciare che la nobiltà sia annientata se questa gente che si dicono gli Jacques dura a lungo e se i comuni cittadini li sostengono abbatteranno la nobiltà e il re di Navarra decide che è vero che tocca a lui risollevare le sorti della nobiltà di Francia e marcia contro gli Jacques e li trova perché quando si è saputo che arrivava Guillaume Cal ha detto agli Jacques che non era il caso di stare aspettarlo e che era molto meglio andarsene tutti a chiudersi dentro Parigi ma gli Jacques rifiutano avevano troppa fiducia in se stessi perché si vedevano in gran numero A questo punto sono costretti a combattere e Guillaume Cal e l'ospedaliere cercano almeno di schierarli con un po' di ordine, in reparti separati come si faceva nel Medioevo, perché quando un reparto va dentro e poi fra un'ora saranno senza fiato e allora dobbiamo avere un altro reparto fresco dietro, sono proprio le cose elementari
60:07
dell'arte della guerra.
60:11
quelle cose che non sanno quelli che poi fanno i film tipo il Signore degli Anelli, dove vedi l'esercito, tutti che corrono insieme, ecco non è così, alcuni corrono, altri aspettano e poi li fanno schierare, trovano un fossato, ci mettiamo dietro il fossato e davanti carri, carretti, tiriamo giù le porte dalle case del villaggio, ci fortifichiamo, solo così abbiamo qualche speranza.
60:35
E fanno un altro reparto in retroguardia a cavallo, 600 uomini a cavallo, la maggior parte in armatura. Ma allora non sono tutti contadini, allora c'è anche della gente per bene che sia munita a loro, diventa sempre più complicato.
60:51
Il re di Navarra arriva, gli Jacques sono lì schierati da due giorni ad aspettarlo.
60:57
e si tenevano in formazione con faccia spavalda, e suonavano corni e trombe, e gridavano a gran voce, e portavano molte insegne dipinte a Fiordalisi.
61:14
Il Fiordalisi è l'insegna del Regno di Francia.
61:16
Avere quelle insegne vuol dire, mi ripeto, scusatemi, noi siamo il regno di Francia. Mongeois, Mongeois è l'antico grido di guerra dei re di Francia, fin dalle chansons de geste, Carlo Magno e così via. Loro stanno dicendo il re non c'è, è prigioniero, noi siamo il regno di Francia.
61:35
Dopodiché il re di Navarra non per niente si chiama Carlo il malvagio.
61:41
perché gli manda dire che vorrebbe fare una tregua perché lui è interessato a stare dalla loro parte e vorrebbe parlare col capo.
61:51
E Guillaume Karl, poveretto, avrà pensato che forse di un re ci si può fidare.
61:55
Ci va.
61:57
Dice il cronista semplicemente, senza neanche chiedere degli ostaggi per garantire, Guillaume Cal ci va dal re di Navarra e tutti gli Jacques sono lì che si fregano le mani dicendo il re di Navarra sta dalla nostra parte e di colpo il re di Navarra li fa attaccare dai suoi uomini d'arma inglesi e francesi e gli Jacques sono messi in rotta. Quelli a cavallo si salvano, la grande massa che sono a piedi vengono sterminati, dopodiché il re di Navarra fa decapitare Guillaume Cal.
62:27
E sarebbe finita, ma non è finita, anche se è finita davvero, è cinque minuti, perché i nobili si vogliono vendicare.
62:33
Avete fatto la vostra parte, adesso tocca a noi. E i nobili fanno venire altri nobili da altre regioni, si armano e cominciano a dare la caccia ai contadini.
62:45
Attaccarono questa mala gente da tutte le parti e li uccidevano e li impiccavano ai primi alberi che trovavano.
62:52
Gli uomini d'armi andarono di villaggio in villaggio, bruciarono e saccheggiarono tutti, tutto, agli uni come agli altri, perché non avevano tempo di fare un'inchiesta. In altre parole, dovunque i contadini si sono ribellati, adesso è ammazzali tutti. Ci saranno i colpevoli, gli innocenti, non importa, non abbiamo tempo.
63:11
Il sire di Cussì attaccò i contadini e li distrusse, ne impiccò e fece morire di mala morte così tanti che non è da credere a raccontarlo. Ne bruciarono in una chiesa ben 300.
63:24
Il conte di Russi li fece impiccare le loro porte. E il paese fu bruciato in molti luoghi e il popolo ucciso e inseguito e le loro ricchezze prese, che erano molte. Di nuovo, questi contadini ribelli non sono dei disperati che muoiono di fame. È un mondo contadino agiato che non ne può più di pagare le tasse. Ma adesso i nobili saccheggiano, rubano, si impadroniscono di tutto.
63:48
A Parigi il prevosto dei mercanti Etienne Marcel scrive una bella lettera a tutti i comuni di Francia dicendo eh ma adesso stanno esagerando la repressione è scappata di mano ma anche Etienne Marcel ha perso la sua occasione, il popolo di Parigi è volubile e vedendo che le cose si mettono male passa dall'altra parte per cui pochi giorni dopo il 21 luglio 58 Etienne Marcel viene ammazzato dagli stessi parigini che lo avevano eletto.
64:14
E si dà la caccia ai contadini per giorni, si bruciano villaggi, si porta via la loro roba. Finalmente quando i nobili ne hanno abbastanza se ne tornano a casa e la giaccheria è finita.
64:28
Rimangono poche pendenze.
64:31
Il re Giovanni verrà liberato fra due anni, resterà ancora due anni prigioniero a Londra, poi verrà liberato con promessa di pagare il riscatto e lasciando due dei suoi figli in ostaggio in Inghilterra. Poi siccome il riscatto tarda a raccogliersi, uno dei due figli del re scappa dall'Inghilterra e se ne torna in Francia. A questo punto il re Giovanni il Buono, avendo dato la sua parola d'onore, torna volontariamente in Inghilterra a darsi prigioniero e morirà lì, mentre nel suo regno si raccolgono gli, se non ho contato male, 11.000 kg d'oro del riscatto.
65:11
Carlo il Malvagio, re di Navarra, vivrà ancora trent'anni facendo tutte le guerre possibili e non riuscirà mai a realizzare il suo sogno di diventare re di Francia. Il reggente Carlo, che noi abbiamo appena nominato e che sembrava un burattino, un ragazzino, diventerà il buon re Carlo V, Carlo V il saggio, uno dei migliori re di Francia della storia e riconquisterà agli inglesi quasi tutta la Francia. I contadini francesi e il popolo di Parigi continueranno a ribellarsi un'infinità di volte, ogni volta inventandosi dei nomi strani per la propria ribellione, la rivolta dei tuchini, la rivolta dei martelli, ogni volta repressi.
65:57
Fino a quella volta, ci vorrà un sacco di tempo naturalmente ecco, fino a quella volta nel 1789 quando i protagonisti saranno di nuovo re di Francia, i nobili, i contadini, il popolo di Parigi e quella volta le cose andranno un po' diversamente. Grazie.
66:55
Buonasera, buonasera. Grazie. Grazie, vedo che vi fidate, che applaudite in antigio. Allora...
67:22
Questa sera siamo alla seconda delle tre fra le grandi rivolte popolari del Medioevo che mi sono proposto di raccontare. Ieri eravamo nella Francia rurale e adesso siamo nell'Italia delle città. Un mondo, chi di voi c'era ieri, vedrà che è un mondo completamente diverso. è anche molto più complesso perché quella che raccontiamo stasera è la più grande rivolta non contadina ma operaia non rurale ma urbana che ci sia stata nel medioevo e anche la più grande rivolta popolare che ci sia stata in Italia forse per molti secoli siamo dunque a Firenze dove venerdì 18 giugno 1378 il gonfaloniere di giustizia salvestro di messera alla manno dei medici riunisce a palazzo vecchio i priori e cioè la giunta che governa la città di firenze e presenta la proposta di rafforzare gli ordinamenti di giustizia contro i magnati che cosa vuol dire tutto questo Non lasciatevi ingannare dal fatto che questo è un medici, i medici non sono ancora i signori di Firenze, sono una grossa famiglia di banchieri, una grossa famiglia del popolo grasso come dicono loro e cioè non nobili.
68:47
non molto antichi ma gente che ha fatto un sacco di soldi e che in città conta molto e però tutti sanno che non sono nobili, non sono gli uberti, sono popolo anche loro, popolo di quello che ha fatto fortuna.
69:05
Il gonfaloniere di giustizia è il principale funzionario esecutivo della città e l'uomo è è l'uomo che mantiene l'ordine in città, è l'uomo che comanda la polizia, è l'uomo che sovrintende alle prigioni, agli arresti, agli interrogatori, sotto tortura se ce n'è bisogno, alle esecuzioni, è il principale esponente della giunta appunto che governa la città, otto priori più il gonfaloniere di giustizia.
69:38
Questa giunta, devo entrare un po' in dettaglio, ma è inimmaginabile il modo in cui funzionava il comune di Firenze in quel momento.
69:48
Questo è un governo di popolo. Un governo di popolo vuol dire che tutti possono partecipare. Tutti? Beh, intendiamoci. Il popolo vuol dire la gente che lavora, che ha casa, bottega...
70:03
Quindi il popolo vuol dire gli imprenditori fondamentalmente se vogliamo usare un termine nostro, però tutti e quindi mentre c'è il popolo grasso che sono gli industriali della lana e sono i grandi banchieri, cosa ancora, i giudici, gli importatori di tessuti, i grandi mercanti, quello è il popolo grasso, i medici, nel senso di quelli che sono laureati in medicina.
70:32
E poi però gli imprenditori sono anche il calzolaio, il muratore, il fabbro, l'oste e anche loro partecipano al governo. Questo vuol dire un governo di popolo, un governo a cui quindi un sacco di gente partecipa, migliaia di cittadini hanno titolo per occupare degli uffici del governo cittadino. Il governo cittadino comprende un'infinità di commissioni, sottocommissioni che vengono create in tutti i momenti, quindi ci sono grosse possibilità effettivamente per qualunque cittadino che abbia anche soltanto una piccola attività, qualche volta nella vita di sedere in una commissione che prende delle decisioni.
71:14
La commissione più importante di tutti sono gli otto priori e il gonfaloniere, loro sono quelli che comandano davvero.
71:21
Sono il governo della città, loro dicono la signoria.
71:27
Prima sorpresa, i priori, sorpresa per noi che siamo ossessionati da questa idea negli ultimi tempi che i governi devono durare, perché se i governi non durano per l'intera legislatura chissà quale sciagura ci aspetta, la governabilità, la stabilità del governo. Loro, strana gente, ragionava in modo completamente diverso, nessuno deve stare al governo troppo a lungo, nessuno deve prendere troppo potere, perciò i priori restano in carica due mesi.
71:59
Dopo due mesi se ne fanno degli altri, così sono contenti tutti, tutti hanno la possibilità di accedere al governo una volta nella vita, è quello che loro chiamano un governo largo.
72:11
Seconda sorpresa, come vengono nominati i priori? Non vengono nominati, vengono tirati a sorte fra tutti gli iscritti alle corporazioni. Le corporazioni, ripetiamolo, non radunano l'intera popolazione, radunano gli imprenditori, ma anche i piccoli. Sono tante, i membri delle corporazioni sono centinaia o migliaia per ogni corporazione, per ogni arte, come dicono i fiorentini.
72:40
E ci sono gli elenchi degli iscritti e periodicamente si fanno dei grandi sacchi delle borse, dicono loro, dove i capi di ogni corporazione si riuniscono e dicono allora per il sorteggio dei priori in futuro chi mettiamo dentro dei nostri?
73:02
Chiaro che a quel punto quello che conta è essere quello che decide quali nomi mettere nei sacchi, però nei sacchi si mettono centinaia, migliaia di nomi, centinaia o migliaia di bigliettini, su ognuno c'è il nome di un iscritto alla corporazione, poi si chiudono i sacchi, ogni due mesi si riaprono e si tirano fuori i nomi. Così funziona il governo di Firenze, un governo di popolo.
73:28
E voi capite, se dovessimo trovare un paragone con oggi potremmo dire che è il governo della Confindustria, di Confartigianato, di Confesercenti, tutti, non solo dei ricchi. Chi rimane fuori?
73:41
E rimangono fuori i dipendenti, rimangono fuori i lavoranti, i garzoni, gli operai, quelli che lavorano sotto padrone e non hanno niente di loro.
73:51
E quelli sono tanti, tantissimi, non solo perché in ogni bottega c'è un garzone, ma perché Firenze è una grande città industriale dove c'è un'attività industriale che dà lavoro a 15.000 persone, a occhio e croce, in una città che non ha neanche 100.000 abitanti. Ecco, un'enorme attività industriale, il tessile. Il tessile, la lana.
74:17
L'arte della lana e la corporazione degli industriali, dei padroni.
74:21
E ogni industriale dà lavoro a un'infinità di operai.
74:27
Loro non sono iscritti, non sono sindacalizzati, non sono organizzati, non possono essere estratti a sorte per occupare un posto nel governo della città.
74:41
Chiariamoci meglio l'industria.
74:44
Noi quando pensiamo all'industria pensiamo subito ai capannoni e alle forze, ecco, non c'è quello o poco, ma è un'industria lo stesso perché è un'attività su grande scala. Il lanaiolo è uno che importa lana dall'estero, la fa venire dalla sud, la fa venire dalla Spagna, dall'Inghilterra, investendo migliaia di fiorini e questa lana ogni giorno entrano a Firenze carovane di muli, di asini, carichi di sacchi di lana grezza. E poi l'industriale, il lanaiolo, è quello che distribuisce questa lana grezza a domicilio a una marea di operai, ognuno dei quali fa una delle tante cose che bisogna fare.
75:25
In particolare c'è un'attività che non richiede nessuna specializzazione particolare, pettinare la lana, cardare la lana.
75:34
C'è un enorme lavoro per trasformare la lana grezza in qualche cosa che si può poi tessere e tutto questo lavoro viene fatto a domicilio da gente a cui il padrone fa consegnare la lana grezza, poi la ritira lavorata e poi la porta a domicilio ad altri operai più specializzati, i tessitori, che a casa hanno il telaio e producono il tessuto.
75:57
che poi viene rifinito in mille modi da altri operai e qui davvero anche in capannoni industriali perché ci sono attività. pressatura dei tessuti che loro hanno imparato che si possono fare a macchina e quindi ci sono macchinari presse e come funzionano con l'acqua con l'acqua dell'arno con l'acqua dei canali e quindi la città è anche piena di impianti industriali dove altri operai fanno altre fasi alla fine dieci operai che hanno fatto dieci operazioni diverse hanno prodotto una pezza di un tessuto pregiato che poi il padrone esporta in tutta Europa L'ho fatta lunga ma sono loro i nostri protagonisti, sono tutti questi che hanno mille nomi che noi non capiamo neanche più, ci sono i pettinatori, gli scardassieri, i cimatori, i tagliatori e poi i tintori naturalmente, mille mestieri, ma tutta questa gente ha una cosa in comune, sono sottoposti dell'arte della lana, non partecipano al governo della città.
77:03
Cosa tiene insieme il popolo che governa? Perché voi capite bene che fra il grande banchiere internazionale e il ciabattino all'angolo non c'è più tanto in comune. Ma in realtà c'è ancora qualcosa che li tiene insieme perché da sempre loro hanno un nemico e sono i nobili, i magnati come dicono loro, i grandi. Chi sono i grandi? Sono le famiglie che in passato governavano la città.
77:31
Sono quelli che vivono nei palazzi con le torri.
77:36
Avete presente San Gimignano? Ecco, le nostre città medievali erano tutte come San Gimignano. In una città come Firenze c'erano più di cento torri e ognuna di queste torri apparteneva a una famiglia, a una consorteria nobile. I nobili sono quelli che non è che non lavorano perché le mani in pasta negli affari ce li hanno anche loro, nella banca, ma non vanno a bottega.
77:58
Sono ricchi da tanto tempo, hanno comprato terra, hanno comprato signorie intere, castelli in campagna, hanno folle di contadini che lavorano per loro e i nobili, anche se sono venuti su in una città italiana facendo i soldi nei modi che si fanno in Italia, però loro sanno che all'estero un nobile è innanzitutto un cavaliere. è uno che va a cavallo che possiede le armi che sa combattere che fa i tornei e anche i nobili italiani vogliono fare queste cose quindi a Firenze i nobili sono le grandi famiglie antiche abituate a comandare da un pezzo e armate sono quelli che hanno i cavalieri in famiglia e per tanto tempo hanno comandato loro a Firenze e la brava gente che lavorava e faceva i soldi però si toglieva il cappello davanti al magnate di passaggio Poi ci è venuto un momento...
78:53
all'epoca di cui parliamo sono quasi cent'anni ormai che funziona così è venuto un momento in cui la brava gente che lavora e fa i soldi ha detto basta i nobili sono gente troppo pericolosa troppo violenta perché capite non l'ho detto con abbastanza chiarezza i nobili sono gli specialisti del combattimento tutti a Firenze sono armati e sanno andare in guerra se c'è bisogno ma i nobili sono i professionisti fanno quello fin da bambini a cavallo in armatura giocano alla guerra E il gioco della guerra i nobili lo portano anche nella politica, è un comune dove si fa politica in mille modi, si elegge, si vota, si sorteggia, si riuniscono tanti consigli, commissioni, ma i nobili sono quelli che quando il governo non gli piace sono capaci di scendere in piazza armati in tanti, fan venire i loro contadini da fuori, occupano la piazza.
79:47
costringono il governo a fare quello che vogliono loro oppure si litigano fra loro e si ammazzano in piazza bene a un certo momento la brava gente che lavora a Firenze ha detto sai che c'è basta i nobili non devono più fare politica in questa città questa città la governiamo noi il popolo e hanno fatto gli ordinamenti di giustizia che dicono che Che i nobili, benché siano cittadini come gli altri, autorevoli, rispettati, ricchi, importanti, vivono qui in mezzo a noi, ma i nobili d'ora in poi poltrone nel governo non possono averle.
80:28
Si fanno gli elenchi, si fanno gli elenchi delle famiglie, si va a vedere voi avete dei cavalieri in famiglia? Li segniamo nell'elenco. Quelli che hanno dei cavalieri in famiglia sono nemici del popolo, noi non ci fidiamo di loro.
80:41
E da quasi un secolo i nobili non possono più essere sorteggiati per fare i priori e per entrare nei principali consigli.
80:52
Allora, ma se è così, se il popolo governa da tanto tempo, ma perché il gonfaloniere Salvestro De Medici quel giorno di giugno va a Palazzo Vecchio a proporre di rafforzare gli ordinamenti di giustizia?
81:12
Cioè davvero i nobili fanno ancora così paura?
81:16
Allora qual è il punto? Il punto è che non ci sarebbe più motivo a dire la verità, ma le vecchie parole d'ordine continuano a infiammare la gente. I fiorentini hanno respirato con latte materno da generazioni l'idea che i magnati, i grandi, i cavalieri sono nemici del popolo e sono pericolosi.
81:42
Non è più vero, ma le vecchie parole d'ordine ideologiche continuano a funzionare.
81:50
Quanti di voi si ricordano che 25 anni fa qua in Italia qualcuno ha vinto le elezioni agitando la paura dei comunisti?
81:57
Nel 1994 i comunisti non avrebbero dovuto più far paura a nessuno, invece la gente automaticamente per tanto tempo continua ad avere le vecchie paure. Allora, Salvestro De Medici è un politicante, è un uomo che sa che agitare le vecchie parole d'ordine può sempre funzionare.
82:19
serve quando un politico ha bisogno di ottenere visibilità serve per creare consenso per crearsi un ruolo io il difensore del popolo oppure serve per creare tensioni se uno ha interesse a pescare nel torbido anche lì va sempre bene dire c'è pericolo dobbiamo fare nuove leggi inasprire le leggi la sicurezza ecco d'accordo sto facendo dell'anacronismo ma fino a un certo punto perché funziona così
82:53
Grazie.
82:58
E allora Salvestro de' Medici è andato dai priori con questa proposta e i priori gli dicono picche perché i priori sono di quel popolo grasso che ormai tutta quella paura dei magnati non ce l'ha più. Il popolo grasso ha fatto i soldi, sono più ricchi dei magnati, sono imparentati con loro, si sono fatti anche loro i palazzi. Il popolo grasso vorrebbe continuare a guadagnare tranquillo senza più creare tensioni inutili con questi nobili che in fondo sono ecco, non fanno ecco.
83:29
Però Salvestro De Medici i suoi calcoli li ha fatti, quando i priori gli dicono no non c'è nessun bisogno, Salvestro De Medici esce dalla sala, dice un cronista, nessuno sapeva dove fosse andato.
83:42
Il punto è che lui ha già fatto i suoi calcoli, in un'altra sala di Palazzo Vecchio ha fatto riunire il Consiglio del Popolo e il Consiglio del Popolo non sono otto priori, sono molte centinaia di membri e questo vuol dire che fra questa gente ci sono i ricchi, i grandi banchieri, gli industriali, ma ci sono anche i piccoli imprenditori, gli artigiani, i bottegai, la gente che tira la carretta e Salvestro De Medici va da questa gente a dire che a dire che i priori non gli permettono di ripulire la città dalla prepotenza dei nobili e i priori sono dei venduti sono dei nemici del popolo anche loro e lui salvestro de medici è quello che voleva difenderlo il popolo dalla prepotenza dei ricchi ma non glielo lasciano fare perciò vi stupirete di come cambia poco la politica lui dice che si dimette mi dimetto da gonfaloniere testuale pertanto io me ne voglio andare a casa mia e fate un altro gonfaloniere in luogo mio e fatevi con dio Naturalmente questa sceneggiata ha successo, il popolo che è maggioranza nel consiglio, il popolo minuto, i piccoli, gli artigiani, comincia a rumoreggiare, Salvestro è il nostro uomo
85:10
e i priori venduti non gli vogliono lasciar fare queste cose e anche nel consiglio qua ce li abbiamo, qua i venduti, i ricchi, i popolani grassi, tutti i traditori.
85:24
E i popolani grassi presenti cominciano a vedere che la grande maggioranza li guarda male e gli viene sotto a muso duro, un cronista racconta questa scena, c'è lì Carlo Strozzi. Gli Strozzi, sapete Palazzo Strozzi, no? Quindi potete immaginare come si collocano. Popolo, per carità, non sono un'antica famiglia di cavalieri, popolo, però popolo grasso, molto grasso. E un calzolaio si fa sotto a Carlo Strozzi e lo prende per il Bavero in pieno consiglio e gli dice Carlo, Carlo, le cose andranno altrimenti che tu non pensi, cioè le cose non andranno come credi tu e le vostre maggioranze, conviene che al tutto si spenghino e cioè è finita l'epoca in cui voi ricchi eravate avevate la maggioranza e governavate la città è finita la cuccagna ora capite un calzolaio che prende così Carlo Strozzi è come un calzolaio che prende così Marchionne quello è il livello e poi uno dalla finestra del palazzo vecchio grida viva il popolo E quando uno grida in pubblico viva il popolo è un segnale che tutti capiscono, vuol dire che il popolo è in pericolo e la gente reagisce in automatico.
86:41
Cosa succede quando si comincia a gridare viva il popolo?
86:45
Tutti rumoreggiano, tutti escono in strada, le botteghe si chiudono, i negozianti serrano tutto, la gente si arma, la gente va a casa e si arma perché tutti hanno le armi in casa.
86:56
E poi corrono tutti alla sede della corporazione loro, perché le corporazioni sono organizzate in modo militare, le corporazioni governano la città ma sanno che devono difendere il loro governo, fosse mai che i nobili un giorno tentano il colpo di Stato, perciò le corporazioni sono armate. e se tu sei che ne so un fabbro quando senti che gridano e capisci che c'è tumulto vai a casa prendi le armi poi ti precipiti alla sede dell'arte oppure se non trovi più nessuno vai a vedere in piazza dove sono i nostri dove è il nostro gonfalone dei fabbri con su disegna dipinte le tenaglie che sono lo strumento di lavoro dei fabbri e lì tutti noi fabbri ci troviamo tutti armati a sentire cosa comandano i capi della corporazione E a questo punto quindi la piazza si riempie delle corporazioni in armi che tumultuano e gridano, ovviamente gridano di più i piccoli.
87:57
Gli industriali della lana avrebbero anche evitato probabilmente questa scena, ma ormai le piccole corporazioni, le arti minori come dicono loro, si sono spaventate e hanno occupato la piazza e rumoreggiano. Perché i priori non vogliono accettare di inasprire gli ordinamenti di giustizia? Tutti i traditori I priori chiusi dentro il palazzo, tenete conto che i priori stanno in carica due mesi e in quei due mesi stanno chiusi dentro il palazzo, non è che vanno a casa, stanno lì dentro, anche per evitare appunto che ci sia il colpo di stato mentre loro sono fuori per esempio.
88:34
I priori decidono che va bene, aveva ragione Salvestro de' Medici, adottiamo la sua proposta e...
88:42
E allora si sparge la voce. Si inaspiranno gli ordinamenti contro i magnati. Ma i magnati in città contano ancora qualcosa. Sono cent'anni, no, ottant'anni che non possono avere incarichi di governo. Ma voi capite? Sono tanti, ricchi, armati. Continuano a contare moltissimo.
89:01
E poi i magnati... Qui vi rifilo un'altra complicazione. Ma è un mondo complesso, come vedete. E per capire la loro politica...
89:11
Avete mai sentito parlare di Guelfi e Ghibellini?
89:14
Ecco, i Guelfi e Ghibellini anche loro sono lì, è una roba vecchia, vecchia e stravecchia, quelli che stanno col Papa e quelli che stanno con l'imperatore. Firenze da tempo immemorabile sta col Papa, perché i banchieri fiorentini sono quelli che finanziano la Chiesa e quindi c'è un legame strettissimo, Firenze può essere solo Guelfa.
89:36
A Firenze i Ghibellini sono stati messi a tacere da un sacco di tempo e Firenze ufficialmente è Guelfa e c'è il partito Guelfo, parte Guelfa, chi conosce Firenze c'è il palazzo di parte Guelfa, parte Guelfa è il partito, è il partito che garantisce l'ortodossia della città ed è il partito che da un pezzo ha capito che per condizionare il governo di Firenze c'è anche questo modo di quando c'è un uno che sta facendo un po' troppa carriera politica il consiglio dei capi della parte guelfa si riunisce e dice ci sono un po' troppi ghibellini in giro in questa città e da tempo che lo sappiamo che ufficialmente è proibito è un ghibellino non può avere nessun ufficio un ghibellino vive in città tollerato ma paga più tasse degli altri e non può avere nessun ufficio ma chi è ghibellino?
90:34
E chi è Ghibellino lo decide il partito, parte Guelfa.
90:38
Quindi periodicamente parte Guelfa pubblica delle liste dicendo il tale, il tale, il tale, il tale, il tale, 127 nomi. Tutti questi ci risulta che sono Ghibellini ed ora in poi non potranno più avere nessun incarico, nessun ufficio. Ora, qual è il paradosso? Che questa specie di mostro impiantato dentro la città, questo partito che garantisce l'ortodossia guelfa e che può colpire chi vuole accusandolo di essere ghibellino e può rovinare chi vuole, è tutto in mano ai magnati.
91:11
Perché da sempre il guelfismo è incarnato soprattutto dai nobili cavalieri, i magnati che non possono avere incarichi nel governo, controllano il partito e in quel modo condizionano il governo.
91:26
Quando si viene a sapere che i priori hanno adottato i nuovi provvedimenti restrittivi contro i magnati, i magnati reagiscono come gli viene naturale. Si radunano tutti nel palazzo di parte Guelfa per decidere cosa fare.
91:39
E quello è il loro errore, perché a quel punto, fino a un attimo prima, erano le arti minori che premevano in piazza, i banchieri, gli industriali...
91:50
Ma se si viene a sapere che i magnati vogliono resistere e allora la vecchia paura riprende tutti e anche il popolo grasso si compatta col popolo minuto.
92:05
e quindi tutto questo è capitato venerdì sabato le botteghe restano chiuse in tutta Firenze sabato era un giorno di lavoro normalissimo in passato ovviamente ma quel sabato le botteghe restano chiuse e la notte le corporazioni pattugliano in armi la città domenica le arti tutte insieme grandi e piccoli i ricchi e quelli che sgobbano a bottega le arti tutte insieme decidono di mandare una delegazione dai priori per chiedere una serie di cose lunedì i rappresentanti delle arti vanno dai priori a palazzo li ringraziano per quello che hanno fatto accettare la proposta di salvestro dei medici ma dicono non basta siamo stufi di parte guelfa che ci tiene il gioco sul collo loro decidono loro dicono quello lì è ghibellino rovinano chi vogliono siamo stufi di questo gioco e che per dio a questo si provvedesse e le arti tutte sono in piazza armate, ognuna sotto il suo gonfalone, e i priori chiusi dentro il palazzo che devono decidere cosa fare.
93:16
Ma qui succede la cosa del tutto inaspettata, perché finora io vi ho parlato di un popolo, cioè gli imprenditori al governo, che decide di dare una sterzata contro i nobili.
93:31
Ma mentre la piazza è occupata dalle arti, con tutti i loro contingenti armati e i priori dentro il palazzo devono decidere cosa fare, in piazza cominciano ad arrivare anche gli altri, anche quelli che non sono iscritti alle arti, gli operai, i lavoranti, i battilana come dicono loro, tutta questa marea di veri poveri che lavorano sotto padrone nell'industria della lana e che non hanno nessuna rappresentanza politica, anche loro cominciano a entrare in piazza.
94:04
E ne arrivano, ne arrivano sempre di più.
94:09
E tutta questa gente arrivata in piazza a un certo punto si accorge di essere maggioranza, perché gli iscritti alle arti sono tantissimi, ma i lavoranti sono ancora di più. E mentre le arti sono inquadrate sotto i loro gonfaloni, fermi lì tutti sotto il sole in attesa che i capi decidano, la marea degli operai comincia a sciamare per tutta la città e cominciano a dare l'assalto alle case dei traditori. E chi sono i traditori? Sono quei popolani grassi che sono diventati troppo grassi, che la gente dice che sono amici dei magnati in realtà, sono diventati come i magnati anche loro, non ci si può fidare, sono quelli che sono stufi, si sa è in città, che ci sono dei nobili, no nobili no, ma dei grossi proprietari di industrie, di aziende, dei giudici, dei giuristi, che sono stufi di questo governo largo.
95:00
a cui partecipano anche i ciabattini e gli osti che vorrebbero stringere la gente lo sa li conoscono per nome Messerlapo da Castiglionchio giudice andiamo a bruciargli la casa e Messerlapo da Castiglionchio giudice fa appena in tempo a scappare da Firenze e gli bruciano la casa a lui e ad altri i nemici del popolo E quel giorno vengono incendiate le case degli strozzi, dei pazzi, degli albizi, dei soderini, tutte famiglie, sì sì, di popolo in teoria, ma in realtà traditori, dice la povera gente.
95:36
Il furore, dice un testimone, dilaga in città, dove si va alle stinche, alla prigione. si rompe la prigione e si liberano i carcerati il che vuol dire chiaramente secondo noi il governo è corrotto e traditore la giustizia è traditrice e i carcerati sono carcerati ingiustamente tutti fuori si dà l'assalto ai conventi perché? perché a Firenze queste cose succedono spesso e i tumulti in piazza e quando la situazione è tesa e ormai è tesa da parecchi giorni i ricchi a Firenze hanno un riflesso condizionato Facciamo un bel forziere di roba preziosa e lo portiamo al convento più vicino, dai Francescani a Santa Croce, dai Domenicani a Santa Maria Novella, perché se succede il tumulto i conventi magari verranno risparmiati, stavolta non vengono risparmiati, anzi la folla ci va apposta.
96:33
Dura solo un giorno però, perché le arti organizzate sono ancora lì e alla fine il popolo smette di saccheggiare anche perché i priori hanno fatto sapere che guai, vietatissimo, e queste cose saranno punite. La gente si spaventa un po', i priori stringono, fanno arrestare quattro accusati di aver incendiato e saccheggiato, li fanno impiccare in piazza.
96:56
Poi viene fuori che sono quattro forestieri che non c'entravano niente, avete presente Renzo Tramaglino quando finisce a Milano nel tumulto e arrestano solo lui, ecco è tipico no? Il Montanaro appena arrivato arrestano questi quattro, li impiccano, in apparenza è tutto finito.
97:14
ma la botta di vedere gli operai che saccheggiavano e davano fuoco alle case dei ricchi non si digerisce facilmente in città sono tutti spaventati i ricchi gli industriali ma anche gli artigiani sgombrano le loro mercanzie i cittadini grossi come dicono i testimoni assumono guardie private fanno venire i loro contadini dal podere a fargli la guardia alle case sbarrano le porte di notte si fa la guardia dappertutto di giorno le botteghe stavano a sportello il che vuol dire di solito la bottega è spalancata no sotto i portici tutti entrano in quei giorni niente il negoziante è chiuso dentro e apre lo sportellino per vendere non si fida ad aprire si va avanti così per giorni si va avanti così per settimane la città è paralizzata è giugno C'è la festa di San Giovanni Battista, la festa patronale, la più grande festa della città, si corre il palio quell'anno, niente, non si festeggia San Giovanni Battista, non si corre il palio.
98:22
Il primo luglio hanno sorteggiato i nuovi priori che entrano in carica per luglio e agosto, normalmente quando vengono sorteggiati i priori E quindi ogni due mesi in tutta la città si suonano le campane a festa e poi i priori dalla scalinata o dal balcone del palazzo giurano davanti al popolo di osservare le leggi di Firenze, gli ordinamenti di...
98:45
questa volta non si fa niente non suonano le campane perché suonare le campane è sempre una cosa pericolosa in una città medievale fosse mai che la gente sente suonare le campane dice sta succedendo qualcosa andiamo ad armarci ecco non suonano le campane e i priori giurano sì devono giurare ma giurano dentro il palazzo a porte chiuse non bisogna dare nessun pretesto perché scoppi di nuovo l'incendio e invece a questo punto la situazione precipita perché hanno tutti paura i popolani grassi al governo hanno paura che i saccheggi ricomincino il popolo minuto ha paura dei traditori al governo quelli ci sono anche i guelfi sinceri che davvero hanno paura che tornino gli bellini e quindi anche loro tutti in allarme e quelli che hanno saccheggiato quel giorno hanno una gran paura che adesso che è tutto finito la polizia li venga a cercare a casa perché in quel caso è la forca garantita quindi hanno tutti paura e in questo clima Negli ultimi giorni prima del 20 luglio ai priori cominciano ad arrivare delle denunce anonime che dicono guardate che gli operai si stanno organizzando, guardate che gli operai hanno dei capi e hanno in mente di
100:06
fare qualcosa, guardate che gli operai vogliono saccheggiare Firenze.
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I priori ricevono per qualche giorno questi rapporti, queste denunce. Poi le denunce diventano precise, è per il 20 luglio. Il 20 luglio la massa, la plebe dei sottoposti insorgerà e metterà a sacco Firenze. Queste cose arrivano la sera del 19. I priori sono sempre lì chiusi dentro Palazzo Vecchio e devono decidere cosa fare. Nelle denunce si fanno alcuni nomi, decidono di farli arrestare.
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arrestano quattro operai e li interrogano e dall'interrogatorio di uno di questi arrestati che si chiama Simoncino non ha neanche un cognome è il popolo il popolo non ha il cognome Simoncino figlio di Bartolomeo e Simoncino confessa spontaneamente sì è tutto vero è tutto vero tutti i sottoposti dell'arte della lana non vogliono più essere sottoposti non vogliamo più dover ubbidire ai padroni, all'arte della lana che ha il suo funzionario, l'arte della lana sovrintende al lavoro degli operai con arbitrio assoluto, c'è un funzionario che si fa venire dall'estero, da fuori città, il quale ha autorità totale, controlla il lavoro degli operai, sei in ritardo, multa, questo lavoro non mi piace, multa, dici che hai lavorato otto ore, non è vero, te ne pago quattro, E gli operai non hanno nessun diritto di rispondere.
101:37
Basta, dice Simoncino, noi vogliamo che questa cosa finisca e vogliamo che la smetta questa storia che non ci pagano perché del lavoro che vale dodici ne danno otto.
101:51
E anche dicono che vogliono parte nel reggimento della città.
101:58
Questa è la frase cruciale dell'intera vicenda. Simoncino interrogato dai priori dice sì vogliamo che sia abolito l'ufficiale dell'arte della lana, vogliamo essere pagati meglio ma soprattutto vogliamo anche noi partecipare al governo della città. E cosa vuol dire? Vuol dire che anche noi vogliamo formare un'arte. Perché i padroni sono organizzati e noi no? Vogliamo che anche noi operai formiamo delle corporazioni e che mettano nei sacchi anche i nostri nomi.
102:28
Anche noi vogliamo poter diventare priori e gonfalonieri di giustizia quando si fa il sorteggio.
102:36
I priori devono decidere cosa fare. È la notte tra il 19 e il 20. La confessione di Simoncino dice sì domattina il 20 gli operai insorgono. I priori hanno, come dire, un referente politico, le arti, e quindi mandano ad avvertire i capi delle arti e a chiedere cosa bisogna fare. I capi delle arti dicono, siete sicuri di queste confessioni? Meglio essere proprio sicuri. Reinterrogateli di nuovo sotto tortura.
103:07
Li reinterrogano sotto tortura e questi ripetono tutto. Con un'aggiunta, c'è un capo.
103:15
salvestro dimesserà la mano dei medici l'amico del popolo tutto torna sarà vero non sarà vero glielo hanno fatto dire per forza però salvestro si era ritagliato quel ruolo e quindi adesso gli tocca viene accusato di essere lui il capo va bene e allora quella notte arrestano altri operai Li torturano, li interrogano, tutti confermano l'insurrezione per domani mattina. A questo punto i priori chiusi dentro il palazzo possono fare un'unica cosa, sperare che le arti padroni e padroncini, grandi e piccoli, tengano duro e siano disposti a sostenere il governo contro la rivolta.
103:56
Perciò l'ordine è domattina all'alba tutte le arti in piazza, tutti armati sotto i loro gonfaloni a difendere Palazzo Vecchio perché dai quartieri bassi arriverà la feccia a dare l'assalto a Palazzo Vecchio.
104:12
La scommessa è che le arti tengano e cioè che anche il calzolaio e l'oste decidano di stare con l'industriale e col banchiere contro gli operai. Sarà così? Lo vedremo domani mattina.
104:25
In realtà non c'è da aspettare la mattina perché tutti questi interrogatori sono stati condotti in gran segreto nelle cantine di Palazzo Vecchio. Dentro non c'è nessuno che possa sapere cosa sta succedendo e riferirlo fuori. No, invece c'è uno.
104:41
C'è l'orologiaio che sta aggiustando l'orologio di Palazzo Vecchio.
104:46
perché siamo nel medioevo ma c'è l'orologio naturalmente, c'è l'orologio pubblico, questa è una grande città industriale e il tempo è scandito dall'orologio del comune che batte le ore e c'è l'orologiaio in palazzo, è l'unico estraneo, c'è l'orologiaio che sta aggiustando l'orologio e sente gridare quelli che vengono torturati, l'orologiaio sente tutto e e poi esce e l'orologiaio è uno del popolo è un piccolo artigiano anche lui e lui decide che non sta con i priori traditori amici dei ricchi lui sta col popolo perciò l'orologiaio esce va a casa si arma e non è ancora l'alba e poi esce in strada l'orologiaio gridando allarme allarme i priori fanno carne fanno carne vuol dire ammazzano la gente, sei un uomo e lo trasformi in carne, i priori fanno carne, armatevi cattiva gente, che non vuol dire come vorrebbe dire per noi malvagia, vuol dire poveretti, armatevi poveri voi, se non che sarete tutti morti e a questo punto il suonano le campane a martello in tutta la città, all'alba i priori sono dentro il palazzo, hanno fatto venire un centinaio di soldati, i soldati sono schierati in piazza in armatura, fermi lì, sono mercenari, i priori aspettano che
106:11
arrivino le arti organizzate con i loro gonfaloni, non arriva nessuno e invece arriva il popolo, arrivano gli operai, gli insorti, questa gente dicono i testimoni che si cominciarono a chiamare i cionpi perché la parola cionpi voi leggerete sui dizionari che vuol dire gli operai dell'arte della lana ma non ci metterei la mano sul fuoco perché voglio studiarlo ancora un po' ma la mia impressione ora come ora è che non era una parola di uso comune dilaga in quel momento Perché, come ho già detto ieri, quando nel Medioevo c'è una rivolta, tutti sentono il bisogno di trovare un nome per indicare quelli che fanno parte della rivolta.
106:58
E perciò questa parola di colpo diventa di uso universale. Chi sono i cionpi? Sono gli operai insorti. Quello sono i cionpi. E i cionpi occupano la piazza, gridando naturalmente cosa? Viva il popolo!
107:11
Perché capite l'ambiguità di questa parola popolo che a seconda di come la rigiri può voler dire il banchiere o può voler dire i poveretti. E chi mai non accetterebbe di gridare viva il popolo?
107:25
Nessuno se lo può permettere. I cionpi gridano viva il popolo.
107:29
I soldati...
107:31
E i soldati non si muovevano, anzi stavano a vedere.
107:36
Non sono mercenari perché dovrebbero rischiare la pelle quando le arti che dovevano sostenere il loro governo non si sono fatte vedere. I priori sono chiusi dentro, da sotto urlano liberate gli arrestati.
107:52
Dopo un po' da sotto cominciano a tirare con le balestre contro le finestre del palazzo. A questo punto i priori cedono e liberano gli arrestati.
108:03
Come che tra priori fossino di quelli che dicessino rendansi in due pezzi.
108:10
Per chi non capisse il Toscano del Trecento tra i priori c'era chi diceva sì sì li restituiamo gli arrestati.
108:16
in due pezzi prima gli tagliamo la testa e poi li restituiamo ma non hanno il coraggio di farlo li liberano la gente in piazza urla grida e il grido adesso è andiamo a saccheggiare i palazzi che mancano i traditori sono tanti cominciano a dare l'assalto ai palazzi degli industriali dei lanaioli bruciare saccheggiare fuoco e carne I capi dicono no, momento, noi non siamo questo, vietato saccheggiare, ma bruciare sì, perché quelli sono i nemici del popolo e meritano che le loro case vengano bruciate.
108:59
priori quella notte fanno venire pane vino aceto carne salata formaggio e sale e grandi carichi di pietre per difendersi dalle finestre nel caso che il popolo rimanga fuori il popolo rimane fuori il 21 mattina diluvia bomba d'acqua diremmo noi oggi uno di quei diluvi estivi terrificanti i priori dentro il palazzo sperano che la gente torni a casa la gente non torna a casa anzi i cionpi insorti hanno fatto dire alle arti di venire in piazza anche loro ad aiutarli e le arti visto che la plebe è padrona della città non osano non venire poi i cronisti dicono e chi venne e chi no però intanto le arti vengono manca una potete immaginare quale l'arte della lana non si fa vedere ma tutte le altre corporazioni vengono a dare appoggio agli operai insorti e gli operai presentano le loro richieste e la principale è che anche loro vogliono come dicevo organizzarsi in arti devono essere riconosciute tre nuove arti una la più grande tutti i sottoposti della lana un'altra i sarti che anche loro sono dei piccoli poveri e un'altra i tintori tre arti nuove e ogni arte nuova deve avere i suoi priori sorteggiati ogni
110:23
volta e anche il gonfaloniere deve poter essere uno dei nostri, i priori sono chiusi nel palazzo e devono decidere, gli diciamo di sì o gli diciamo di no, da sotto gridano, fa un caldo spaventoso, i priori sono chiusi lì dentro, la folla fuori tumultua e le grida andavano al cielo che non si udiva nulla nella sala.
110:47
Però qualcosa in realtà udivano, a un certo punto sentono che in piazza qualcuno comincia a gridare andiamo a bruciare le case dei priori.
110:55
A questo punto i priori votano le richieste del popolo e diventa legge di Firenze che si creano queste nuove corporazioni.
111:04
Dopodiché uno dei priori che non ne può più esce da una porticina e scappa a casa.
111:10
Ma non dovevi farlo perché i priori per obbligo costituzionale in quei due mesi stanno nel palazzo. Il priore che è uscito è come se si fosse dimesso. Lo vedono e quindi il popolo comincia a dire fuori i priori, fuori, li vogliamo nuovi, via i vecchi. E il popolo sciama nel palazzo mentre i priori scappano a casa. Il popolo prende il palazzo e trovano la prova che i priori erano traditori. Da qualche parte in Palazzo Vecchio trovano i capestri, i quali avviencomperati per impiccare i poveri.
111:48
Poi chi lo sa se quei capestri c'erano da sempre, ma invece la voce corre subito, vedi? Volevano impiccarci, hanno perfino comprato i capestri. I giovani, sono sempre i giovani all'avanguardia, sciamano nel palazzo, salgono sulla torre, suonano le campane a festa in segno di vittoria.
112:07
Viene fatto a pezzi il Bargello, il capo effettivo della polizia, il Bargello, Sir Nuto.
112:15
che dice un cronista era quello che aveva promesso al popolo grasso che reggeva prima di impiccare i poveri il bargello è un funzionario che come si usa è fatto venire da fuori come l'ufficiale dell'arte della lana no perché quelli che devono fare i lavori sporchi li facciamo venire da fuori il bargello sernuto poteva anche cavarsela È un forestiero, sta all'albergo, era chiuso nel suo albergo, nessuno sapeva dove fosse e nessuno pensava a lui.
112:48
A Sernuto viene la bella idea di farsi la barba.
112:51
manda a chiamare un barbiere il barbiere manda un garzone il garzone fa la barba a sernuto non l'ha riconosciuto non sa chi sia quando il garzone ha finito di fargli la barba il servo di sernuto lo deve pagare e dice al padrone sernuto che gli do Il garzone sente, Sernuto, fa due più due, lo riconosce. Va fuori e dice, Sernuto è lì, è chiuso in quella... Sernuto, il bargello?
113:22
Quello che avevano fatto venire per ammazzarci tutti? Certo, lui!
113:26
Il popolo va a prenderlo, lo trascinano fuori, vogliono impiccarlo, ma non fanno in tempo perché lo odiano talmente tanto che lo ammazzano e poi lo impiccano per i piedi, già morto, e poi lo fanno a pezzettini.
113:40
Commenta un cronista...
113:43
Per una volta abbiamo anche dei cronisti favorevoli all'insurrezione qui, abbiamo anche della gente che dice che l'insurrezione è stata sacrosanta, giustissima, meno male, peccato che poi è finita male, ma era sacrosanta e uno di questi cronisti commenta, certo hanno fatto la pelle a sernuto, era fatto venire per fare carne d'uomini.
114:06
E poi noi il popolo abbiamo preso il potere e noi siamo il potere legittimo in questa città, quindi adesso nomineremo i nuovi priori, ma innanzitutto ci vuole un gonfaloniere di giustizia, non si può, senza un gonfaloniere di giustizia non si può fare niente, lui è il potere esecutivo, chi lo fa?
114:22
Sono andati a prendere il gonfalone della giustizia per far vedere che loro sono appunto i legittimi detentori della sovranità. Hanno il gonfalone di giustizia, chi lo porta? Ce l'ha in mano un fattorino di un industriale della lana, si chiama Michele Di Lando, è venuto lì in calzoncini corti, dicono senza calze, è luglio, fa un caldo da morire, e questo qui si trova a avere in mano il gonfalone. Fallo tu il gonfaloniere di giustizia. E Michele Di Lando, figlio di una venditrice del mercato e fattorino di un industriale, si trova di colpo gonfaloniere di giustizia di Firenze.
115:00
Unica autorità esistente perché i priori sono andati tutti a casa. Per un giorno e mezzo Michele Di Lando governa Firenze. Ci sono rimaste le ordine, lo so che è tardi, ma il mio avvio a finire.
115:11
Ci sono rimaste delle lettere, delle ordinanze firmate da lui, Michele Di Lando, gonfaloniere di giustizia. I cronisti ostili potete immaginare, per un giorno e mezzo Firenze è stata governata da questo pezzente, in calzoncini corti, nemmeno le bracche possedeva, ecco.
115:30
Dopodiché, create le nuove arti, bisogna procedere al sorteggio dei nuovi priori e quindi bruciamo tutti i vecchi sacchi con i vecchi nomi e facciamo i nuovi sacchi con i nomi nuovi, anche i nostri adesso ce li mettiamo.
115:48
è una procedura lunghissima i cronisti ostili dicono non potete immaginare come l'hanno fatta questa cosa tutti pezzenti lì a scrivere questi nomi immigrati gente che non si sapeva chi erano e questi qua volevano governare Firenze e hanno fatto le nuove borse e poi sorteggiano e uno dei cronisti non sappiamo come si chiama ma è uno che c'era partecipato a queste cose e lui era contentissimo dice ah questa operazione di sorteggio loro lo chiamavano lo scrutinio che però in fiorentino dell'epoca suonava lo squittino e lo squittino ecco ci mettono settimane a fare i sacchi con tutti i nomi poi estrarre i nuovi priori e lo squittinatore è il nome di questo diarista anonimo che partecipa e lo dice fu fatto il buono squittino che contentò molta gente i quali non avevano mai avuto parte d'ufficio E sempre erano stati alle spese, perché noi, i poveri, noi le tasse le paghiamo, ma un ufficio non l'avevamo mai visto, una carica, una poltrona, ecco.
116:53
E col sistema di prima dice, non ebbono mai nieno guadagno se non i ricchi.
116:59
Ovviamente voi capite che il sottinteso è...
117:04
quando hai una poltrona tutto sommato e non è solo l'onore ecco perché i ricchi le volevano tutte loro finora le poltrone adesso ce l'abbiamo anche noi finalmente dopo aver pagato tanto è ora di guadagnare un po ordine di far festa aprire le botteghe tedeum campane a gloria confetti e vino per tutti in piazza la città festeggia ma non tutti festeggiano I lanaioli non festeggiano, i banchieri non festeggiano, i bottegai sono lì che si chiedono abbiamo fatto bene ad aiutare questi poveracci o era meglio lasciar perdere?
117:43
La città è in sospeso, le botteghe non aprono.
117:47
Molti cittadini sgombrano le famiglie in campagna, la gente mormora, i priori proibiscono di mandare la famiglia in campagna.
117:57
Molta gente comincia a chiedersi che razza di governo abbiamo, vedete com'è facile scivolare dall'entusiasmo del trionfo ai provvedimenti dittatoriali che ti fanno perdere il consenso.
118:10
E come in tutte le rivoluzioni nasce la milizia rivoluzionaria, nascono le guardie rosse. I priori ordino di arruolare mille balestrieri fra il popolo minuto, fra i poveri stipendiati dal comune e arruolano questi balestrieri i quali ogni giorno si esercitano in città, in pubblico, dicendo parole villane contro agli altri cittadini.
118:34
Perché è chiaro, ogni milizia rivoluzionaria vede i nemici del popolo dappertutto e allora in questa situazione il problema è che il ritorno alla normalità è impossibile. È impossibile anche perché i cionpi si sono abituati a stare in piazza, a stare sotto il palazzo e a gridare.
118:50
Pretendono e i malcontenti, i ricchi malcontenti sobillano il popolo minuto e vi imboccano col cucchiaio voto.
119:02
vi imboccano quel cucchiaio vuoto, tante promesse, tante parole, avete visto qualcosa? Niente.
119:07
Anche questi nuovi priori, è vero, ci sono anche i nostri dentro, tre dei nuovi priori sono operai adesso, ma anche loro, anche loro traditori, una volta che sei lì a palazzo e noi siamo sotto in piazza non ci fidiamo, cacciamoli via tutti.
119:23
creano una nuova commissione rivoluzionaria gli otto d'ora in poi saranno gli otto che governano Firenze e i priori beh quando a fine agosto scadono li facciamo nuovi col sorteggio dalle borse ma sotto il controllo degli otto e gli otto capi della rivoluzione diciamo così sono lì in palazzo e ogni volta che viene fuori un nome dalle borse uno va alla finestra e grida al popolo è venuto fuori il tal dei tali lo volete no che non lo vogliamo e allora niente quello si butta via e se ne sorteggia un altro finché non vengono fuori dei nomi che piacciono alla piazza E il problema è che a questo punto i cionpi perdono la maggioranza del consenso in città, perché loro sono tanti, ma sono tanti anche gli artigiani, i bottegai, i piccoli, sono tanti anche i ricchi, e i piccoli sono tantissimi, tutti quelli che hanno bottega e interessi e che si sono lasciati trascinare in quei giorni, a dire dai facciamo questa rivoluzione, hanno ragione i poveri, ma dopo qualche giorno ci stanno tutti ripensando.
120:31
E i priori stessi, benché alcuni di loro siano operai anche loro, appena nominati, appena sorteggiati, però di questa cosa che loro priori governano con la piazza sotto, piena di folla che gli urla dietro, neanche loro si stanno più.
120:47
E a questo punto è tutto molto veloce, perché i capi delle arti molto rapidamente fanno girare il passaparola.
120:55
siamo d'accordo che così non va bene sì siamo d'accordo siamo d'accordo che questo governo della feccia non può continuare sì siamo d'accordo i priori cosa dicono i priori non possono dirlo ma stanno con noi è ora di farla finita e allora come si fa a farla finita si fa finita perché andiamo in piazza in tanti tutti armati e tutti decisi a farla finita In questo clima i cionpi a loro volta non sono contenti di niente, hanno nuove richieste, portano ai priori le nuove richieste, vanno due degli otto, due dei capi della giunta rivoluzionaria, vanno a palazzo, vanno dai priori, questo è l'elenco delle nuove richieste.
121:38
Il gonfaloniere di giustizia gli va incontro, tira fuori la spada, li colpisce, li butta giù tutti e due e li fa arrestare. Eppure questo era il governo del popolo, sorteggiato con la gente sotto che diceva sì, quello lo vogliamo, ma in pochi giorni sono diventati il governo e non vogliono più che la piazza comandi. A questo punto il popolo la feccia, come dicono loro, i cionpi sono sotto e non sanno cosa sta succedendo, ma cominciano ad arrivare gli artigiani e i mercanti organizzati in armi con i loro gonfaloni.
122:13
I cionpi non sanno, anche l'altro giorno erano in piazza a sostenerci, quindi che si fa? I cionpi sono lì, hanno anche loro un loro gonfalone della loro nuova insegna con un angelo dipinto sopra. e vedono arrivare la folla delle arti organizzate e non sanno cosa sta succedendo e invece quelli delle arti sanno cosa sta succedendo perché i capi hanno passato parola a tutti andiamo in piazza per farla finita con la rivoluzione e in una parte della piazza ci sono i cionpi e dall'altra parte arrivano gli artigiani e i mercanti armati con i loro gonfaloni e sono sempre di più e i cionpi cominciano a preoccuparsi qualcuno dice ma non è che siamo traditi non è che i priori ci hanno traditi dal palazzo esce il gonfaloniere di giustizia e dice no quale tradimento quei due degli otto che ci avete mandato erano traditori li abbiamo arrestati volevano la dittatura volevano dare la città in mano a un signore Sono tutte parole d'ordine che in un comune italiano fanno subito scattare le cose, come volevano un signore.
123:18
Allora erano davvero traditori quei due.
123:22
E qualcuno in piazza comincia a dire, buttate giù i priori operai, non li vogliamo più, traditori tutti. E altri dicono, no però, se sono traditori bisogna processarli, giudicare. E i ricchi invece gridano, buttateli giù dalle finestre. E in piazza...
123:39
Il popolo organizzato, le arti affluisce sempre di più mentre i cionpi non sanno bene cosa sta succedendo.
123:48
Molta gente pioveva da ogni parte alla piazza, specialmente i grassi e gli artefici, gli artigiani, minuti e grandi, perché sapevano il fatto del trattato che doveva essere, cioè sapevano che c'era l'accordo. A un certo punto un gruppo di ciompi vede un gruppo di artigiani armati, un po' troppo arroganti, vanno a dirgli «cosa fate qua in piazza? Sgombrate».
124:15
E non si volia impartire, quelli non volevano andarsene perché sapevano perché vi stavano. In altre parole tutti i resoconti battono sul fatto che la controrivoluzione è perfettamente organizzata. Le corporazioni sono un meccanismo di trasmissione straordinario. In un attimo hai in piazza migliaia di persone armate che hanno ricevuto la parola d'ordine. Sanno cosa stiamo andando a fare.
124:42
Stanno lì quasi tutto il giorno a fronteggiarsi, poi tre ore prima del tramonto chiedono ai cionpi di cedere il loro gonfalone. I cionpi non lo cedono il gonfalone, se lo sono appena conquistato, il simbolo del fatto che loro sono una corporazione ufficiale, riconosciuta.
124:58
Non lo cedete? E a questo punto gli altri attaccano.
125:01
davanti a tutti i macellai, centinaia di giovanotti nerboruti armati con gli attrezzi del mestiere, la mannaia, il coltellaccio, i macellai vanno avanti, gli osti vengono dietro e poi via via i bottai, i muratori, tutte le corporazioni artigiane danno addosso ai cionpi e i cionpi presi completamente di sorpresa si sbandano scappano dal palazzo i priori gli fanno tirare addosso con le balestre e vedendo che anche dal palazzo i loro priori tradiscono il popolo perde completamente la testa scappano tutti a casa molti morti in piazza poi durante la notte le milizie delle arti setacciano i quartieri popolari non uccidono nessuno ma bastonano sequestrano le armi violentano donne riprendono il possesso della città e l'indomani in piazza ci sono solo le arti organizzate e allora si comincia per prima cosa dov'è il gonfalone dei cionpi?
126:05
l'abbiamo preso eccolo stracciato e calpestato in pubblico e poi i tre priori cionpi anche se hanno sostenuto la contro rivoluzione però non li vogliamo più facciate con te sti gaglioffi giuso buttateli giù questi gaglioffi i tre priori operai dicono noi andremo a casa abbiamo capito che non è da noi fare i priori gente della nostra condizione no no no tutto dimenticato lasciateci solo tornare a casa li fanno scortare dalla polizia a casa fine dei priori cionpi in piazza c'è un artigiano che si lascia scappare che non è giusto perché i lavoranti della lana avevano ragione Di che fu morto in sulla piazza.
126:51
Lo ammazzano sul posto. La partecipazione del popolo non organizzato agli uffici è abolita. L'arte dei cionpi è abolita. Le altre due arti nuove...
127:04
i tintori e i sarti le lasciano, perfino loro hanno tradito, perfino loro con l'idea a noi ci lasciate qualcosa hanno abbandonato gli operai e quindi si rifà il governo distribuendo i posti fra le arti minori e le arti maggiori, si proibisce che d'ora in poi qualunque sottoposto dell'arte della lana possa avere un qualunque ufficio in comune E poi si fa festa, si scrive alle città alleate che la terra era tornata alla signoria di mercatanti e buoni uomini, cioè di gente per bene.
127:42
Girano le canzoni che prendono in giro questi poveracci che non si sa chi era loro padre, gente che nacque ieri e che credevano di poter comandare loro in città.
127:53
Viene deciso che d'ora in poi il giorno di San Giuliano e quel giorno in cui i cionpi sono stati sbaragliati sarà festa nazionale del comune di Firenze il giorno che furono i sconfitti i cionpi di Firenze e per mesi bisogna stare molto attenti a quello che si dice molti mesi dopo c'è un artigiano che si fa sentire a dire che questo governo che abbiamo adesso non è buono e che non durerà viene preso arrestato e gli tagliano la lingua e la mano destra per esempio agli altri non bisogna andare in giro a dire certe cose E poi naturalmente cosa succede?
128:36
Che poi congiure, impiccagioni, i cionpi vorrebbero ancora insorgere, non ci riescono. Il governo stringe naturalmente. Perché stringe? Perché adesso che abbiamo vinto le due arti nuove dei sarti e dei tintori che all'ultimo momento le abbiamo salvate perché sono passate dalla parte dei ricchi ma non durano mica. Un paio d'anni dopo viene deciso di abolire anche quelle e non c'è più nessuno che abbia la forza di resistere.
129:07
e le arti minori gli ostiti i muratori i macellai che hanno avuto grosse promesse avrete la maggioranza dei priori 5 su 9 poi no scusate troppi 4 su 9 poi nuova riforma 3 su 9 poi nuova riforma 2 su 9 e il gonfaloniere di giustizia deve essere delle arti maggiori e tutte queste cose passano perché hanno tutti paura e nessuno è più in grado di reagire e come dire ieri ho finito il racconto della giocheria in Francia sottolineando che molti secoli dopo certo in una Francia cambiata da tanti punti di vista ma tutto sommato c'erano sempre il re i nobili e il popolo di Parigi sempre pronto a insorgere e i contadini ecco era un mondo diverso ma non così diverso qualche secolo dopo la fine del medioevo in Francia una rivoluzione riporterà in campo la alcuni dei motivi per cui si era combattuto nella grande rivolta della giocheria.
130:09
Sarebbe bello poter finire anche stasera dicendo beh la rivolta dei cionpi è stata solo una rivolta non una rivoluzione perché è stata sedata con violenza certo ma i semi li ha lasciati e nella storia d'Italia poi come tutti sappiamo c'è stata la grande rivoluzione libertaria del...
130:29
Ecco, mettete la data che volete perché tanto non c'è stata in Italia. È tutto finito lì quella volta. Grazie.
131:02
Buonasera.
131:12
Grazie. Allora, questa se Dio vuole è l'ultima.
131:17
Ce ne sarebbero tante altre di rivolte popolari del Medioevo, ma magari l'anno prossimo. Per quest'anno questa è l'ultima e non è la meno interessante, come vedrete. Ufficialmente si chiama la rivolta dei contadini inglesi, la storiografia inglese l'ha sempre chiamata così, the peasants' revolt. In realtà, come scoprirete subito, non è affatto una rivolta soltanto dei contadini, è una rivolta di massa che coinvolge gran parte della popolazione inglese.
131:48
Non è il mio telefonino che state dicendo, vero? No. Allora, per chi di voi c'era ieri e ha sentito raccontare le complicazioni della politica fiorentina, adesso torniamo in un paese medievale più normale. Siamo in Inghilterra, in un regno appunto dove il grosso della gente, se Dio vuole, sta in campagna, dove c'è un'unica città che conta qualcosa, Londra, poi tante piccole cittadine con i loro gruppetti di mercanti ma insomma è un grande paese rurale è un mondo di contadini di cavalieri di preti di monaci ci sono ricchissimi monasteri nell'Inghilterra medievale che poi Enrico VIII privatizzerà quando farà la riforma ma questa è un'altra storia e allora in questo mondo di contadini di cavalieri di monaci a un certo punto comincia a crescere fra la gente comune il malessere siamo nella primavera del 1381 nel maggio del 1381 per chi c'era ieri sono passati tre anni dalla rivolta dei cionpi di Firenze non che a loro in Inghilterra gliene importi qualcosa neanche ne avranno sentito parlare della rivolta dei cionpi però nell'aria evidentemente c'è qualcosa in Inghilterra comincia tutto con cosa non vi stupirà una protesta contro le tasse.
133:14
È stata appena riscossa una tassa, un poll tax, come dicono loro, un testatico. Cos'è il testatico? È la tassa più odiosa di tutte, la più ingiusta di tutte. Pagano tutti uguale, il paradosso, pagano tutti uguale e proprio per questo è ingiusta, perché...
133:34
Il Parlamento ha concesso al re di riscuotere due scellini da ogni uomo sposato e uno scellino da chi non è sposato.
133:42
E se tu sei un lord, quei due scellini per te non sono niente e se invece sei un contadino, quei due scellini evidentemente pesano. La poll tax è la tassa più facile da riscuotere ma è anche la più ingiusta, è quella che fa più arrabbiare la gente.
133:58
Chi ha la mia età forse si ricorderà vagamente che tanti anni fa la signora Thatcher, primo ministro inglese, si mise nei guai perché le venne in mente, da buon primo ministro di estrema destra, di reintrodurre la poll tax in Inghilterra.
134:15
La poll tax è stata concessa dal Parlamento.
134:18
L'Inghilterra, ma non solo l'Inghilterra, qualunque regno della fine del Medioevo funziona in questo modo e questa è la prima cosa su cui dobbiamo fermarci perché magari non è così ovvio a tutti che in questo mondo medievale ci fosse il Parlamento. Cos'è il Parlamento? L'idea di fondo è questa, il re può fare tante cose ma non può imporre delle tasse senza il consenso del paese.
134:48
Il potere di un re medievale non è un potere assoluto. C'è una cosa in particolare che la gente difende gelosamente ed è il fatto io non pago se un organismo che in un modo o nell'altro rappresenta il paese non ha dato il suo consenso.
135:08
Detto fra parentesi così ci capiamo meglio.
135:11
Avete presente che più tardi si parlerà di monarchia assoluta, di sovrani assoluti, il re sole? Perché sono assoluti quei sovrani del 600, del 700? Perché possono mettere tutte le tasse che vogliono senza chiedere il permesso a nessuno. Un re del Medioevo non può farlo. Un re del Medioevo deve riunire un'assemblea in cui sono rappresentati i nobili e I baroni in cui è rappresentato il clero, i vescovi, gli abati, in cui sono rappresentati i mercanti delle città e a questa assemblea il re deve chiedere il permesso.
135:51
In Inghilterra queste assemblee ci sono dappertutto.
135:55
l'Inghilterra è più moderna degli altri paesi nel senso che la chiama già il Parlamento questa assemblea e la cosa non vi tornerà così strana quando il re riunisce il Parlamento nell'Inghilterra medievale lo riunisce diviso in due camere la Camera dei Lord dove siedono i baroni e i vescovi e la Camera dei Comuni dove sono rappresentati i mercanti delle città e in generale il popolo ma di fatto sono solo i mercanti delle città l'unica differenza rispetto ad esso è che adesso la camera dei lord non conta più niente e fanno tutto i comuni noi racconteremo di un'epoca in cui i comuni venivano consultati anche loro ma chi davvero comandava era la camera dei lord naturalmente allora il paese è rappresentato però la maggioranza degli abitanti i contadini si devono fidare che i loro signori si preoccupino un pochino in Parlamento di rappresentare i loro interessi perché mentre i mercanti di Londra mandano un gruppetto dei loro al Parlamento i contadini sanno che c'è andato un rappresentante dei monaci del monastero o c'è andato il Lord ecco speriamo che tenga conto che anche noi non vogliamo pagare troppo ma i contadini direttamente non sono rappresentati E dunque
137:19
questa Paul Tux è stata riscossa e c'è grande scontento nel paese.
137:26
Un cronista, sapete che tutte le cose che io vi racconto è perché ci sono dei cronisti dell'epoca che le hanno raccontate, che hanno vissuto queste cose, che le hanno viste succedere e poi si sono seduti e hanno scritto.
137:41
I cronisti che raccontano la grande rivolta inglese del 1381 sono tutti ostili.
137:47
non è più come nella Firenze dei Ciompi dove vi ricordate ieri chi c'era, qualche autore che tutto sommato stava con i ribelli c'era, qui no, i cronisti sono quasi tutti monaci o nobili e sono contrari alla rivolta che racconteremo, ma in genere hanno l'onestà di dire quali erano le ragioni dei ribelli e il punto di partenza è questo, Sono appena stati riscossi, dice un cronista, dei sussidi li chiamavano sussidi proprio perché, non mi sono forse spiegato bene, quando il re ha bisogno di soldi deve riunire il Parlamento e dire avrei bisogno di aiuto, dovreste darmi un aiutino, un sussidio è uno dei termini che si usano, si chiama così perché deve essere ben chiaro che è una tantum, se poi l'anno prossimo ti servono di nuovo dei soldi, riunisci di nuovo il Parlamento e ci spieghi che cosa ne vuoi fare.
138:47
Erano appena stati riscossi dei sussidi eccezionalmente pesanti, concessi con leggerezza in Parlamento e distorti con la forza al povero popolo.
139:01
Questi sussidi non erano di alcun vantaggio al Regno, ma erano spesi male e a detrimento dei comuni.
139:10
vedrete che nel linguaggio di questi cronisti che scrivono in latino è comunia ma sono i commons la camera dei comuni il popolo nel linguaggio inglese i comuni già all'epoca vuol dire tutti quelli che non sono nobili e non sono chierici e dunque i comuni i contadini gli artigiani i mercanti mormorano La gente mormora, le tasse sono state riscosse in modo spietato, troppo, il Parlamento non doveva concederle, non fa i nostri interessi il Parlamento, si capisce, ci sono solo i signori in Parlamento e per di più li sprecano questi soldi, il governo è corrotto, marcio, dove finiscono i soldi?
139:56
Non è colpa del re, dice la gente.
139:59
prima di dare la colpa al re ci si mette sempre molto perché il re è la figura come dire sacrale un po' magica che rappresenta tutti lui è davvero il regno quindi prima di dare la colpa al re ci si pensa dieci volte in questo caso poi il re ha 14 anni Riccardo II ovviamente non governa lui lui non può avere colpe chi governa e chi ha le colpe quindi il regno lo governa lo zio del re giovanni duca di lancaster lui è il colpevole se i soldi finiscono dove non dovrebbero lui e gli altri ministri e in particolare il presidente del consiglio dei ministri all'epoca non si chiama così si chiama il cancelliere come si chiama ancora oggi in germania per esempio il cancelliere del regno l'arcivescovo di canterbury loro sono i colpevoli loro dovrebbero rispondere dove sono finiti i soldi Fin qua la gente mormora, ma potrebbe anche finire lì.
141:01
Il problema è che anche il governo è scontento. La tassa ha reso poco. L'anno scorso il Parlamento aveva concesso una tassa uguale a questa e avevamo incassato di più. Come mai quest'anno i soldi non sono arrivati? Bisogna, la cosa vi stupirà, nominare una commissione di inchiesta.
141:21
E la commissione di inchiesta comincia a esaminare i conti e a fare le pulci ai finanzieri che hanno riscosso le tasse. Qui ci dobbiamo di nuovo fermare per raccontare un altro aspetto meraviglioso di come funzionava un regno del Medioevo.
141:37
Il re non dispone di funzionari a sufficienza per riscuotere direttamente le tasse. L'apparato burocratico è ristretto, sono pochi i dipendenti pubblici.
141:50
uno pensa bello, bellissimo, pochi dipendenti pubblici, no no, se sono pochi dipendenti pubblici quando devi riscuotere le tasse cosa fai?
141:58
Trovi un banchiere, un finanziere, un privato che anticipa i soldi e poi si incarica lui di riscuotere, lui anticipa fino a una certa somma, ci si mette d'accordo, Poi il finanziere riscuote, tutto quello che riscuote in più viene a lui naturalmente e quindi il finanziere manda i suoi scagnozzi privati a riscuotere le tasse. Per cui la gente quando deve tirare fuori i soldi non ha neanche la soddisfazione di mandarli direttamente al re ma arriva un tirapiedi di un privato a prendere i soldi.
142:35
Le inchieste si diffondono in tutto il regno e si comincia a dire non sono solo i finanzieri che hanno rubato, è che hanno riscosso poco, troppa gente non ha pagato.
142:45
In un villaggio dell'Essex, siamo nell'Inghilterra meridionale, le contee più vicine a Londra, a Brentwood nell'Essex, arriva un commissario sostenendo che gli abitanti non hanno pagato abbastanza.
143:00
anzi non hanno proprio pagato, devono ripagare di nuovo la tassa.
143:06
La gente non è contenta, gli abitanti del villaggio si radunano in piazza, il commissario è lì, gli abitanti un centinaio di scalmanati cominciano a insultarlo, il commissario minaccia di farli arrestare, loro minacciano di fargli la pelle, il commissario scappa da Brentwood e corre a Londra dal governo a lamentarsi di essere stato aggredito.
143:30
gli abitanti di Brentwood capiscono di averla fatta grossa, hanno paura che arrivi la punizione, cosa fanno?
143:39
Siamo nell'Inghilterra di Robin Hood, è passato tanto tempo ma la mentalità della gente è ancora quella dove si va nella foresta, scappiamo nella foresta dove tutti i fuorilegge trovano rifugio, stanno nella foresta un giorno, due giorni, tre giorni, non succede niente però sono spaventati a questo punto cominciano a dire visto che siamo in ballo noi cerchiamo di convincere anche gli altri villaggi a fare resistenza contro le tasse a insorgere Proprio in quel momento arriva lì un giudice del re mandato a indagare su quello che sta succedendo.
144:17
Cos'è questa insurrezione? Cos'è che avete minacciato il commissario del fisco? Ecco, che succede in questo posto? Il giudice comincia a istruire un processo. Istruire un processo vuol dire reclutare una giuria.
144:32
è una delle garanzie della magna carta ogni uomo libero ha diritto a essere giudicato da una giuria di suoi pari bellissima cosa ma quando un giudice del re deve riunire una giuria chi viene nella giuria i ricchi del posto i notabili le persone influenti quelli che hanno studiato c'è sempre qualche avvocato qualche laureato quelli vanno in giuria e dal punto di vista del contadino non sono i miei pari sono sempre i signori che vanno in giuria e a questo punto quando il giudice del re sir robert belknap sta radunando la giuria per giudicare i colpevoli di questa insurre di questa prima insurrezione la folla lo aggredisce aggrediscono il giudice lo acchiappano accusandolo di tradimento contro il re e il regno Questa è una cosa, me la brucio fin da ora, nella testa di quelli che stanno insorgendo e che poi insorgeranno sempre più numerosi, e chi c'era ieri e l'altro ieri sa che è sempre così in queste rivolte medievali, loro i ribelli non stanno facendo niente di illegale, stanno ristabilendo la giustizia.
145:51
I traditori sono gli altri, il governo, i giudici, i nobili, loro sono i traditori.
145:58
e noi ristabiliamo la giustizia secondo la legge quindi la folla accusa il giudice del re di essere un traditore lo prendono e lo costringono a giurare sulla bibbia che non condurrà mai più inchieste come quella contro la brava gente che si è ribellata contro un'ingiustizia e fin qui va ancora bene poi però vogliono sapere dal giudice chi aveva accettato di sedere nella tua giuria vogliamo i nomi e il giudice fa i nomi e la folla va a casa dei giurati li prende li trascina fuori e li decapita e brucia le loro case anche qui attenzione decapitare qualcuno e distruggere i suoi possedimenti è quello che la giustizia del re fa ai traditori è la pena per il tradimento quello che la gente sente è questi che accettavano di fare di mettere in piedi questi processi sono dei traditori noi siamo invece dalla parte della giustizia della legalità e del re che poverino ha 14 anni e non sa di essere circondato di traditori a questo punto l'insurrazione l'insurrazione dilaga e prende di mira Vabbè, tanto vale che vi legga il cronista.
147:24
Si proponevano di uccidere tutti gli avvocati, giurati e funzionari del re che potessero trovare. Tutti i traditori, lo Stato, la giustizia, tutto un sistema marcio corrotto ai danni del popolo.
147:43
ovviamente tutti i nobili notabili e la gente che ha studiato scappa dall'essex e rapidamente però l'insurrezione dilaga anche nelle contee vicine, gli insorti scrivono agli altri villaggi anche voi dovete ribellarvi e l'insurrezione dilaga, gli apprendisti lasciavano i loro padroni per unirsi ai ribelli, anche qui c'è tutto un mondo, intanto non sono solo contadini, Gli apprendisti sono quelli che stanno a bottega dal fabbro, dal tessitore, dal bottaio, dal sellaio, dal fabbricato, ecco quelli sono gli apprendisti, sono artigiani e naturalmente gli apprendisti sono i giovani, sono i giovani che scappano, mollano il lavoro, la bottega per andare a unirsi a questa cosa fantastica che sta succedendo, sono sempre in avanguardia.
148:35
I cronisti che raccontano questa cosa benché siano orripilati da quello che stanno raccontando, però...
148:44
ci danno una serie di dettagli che fanno vedere con la massima chiarezza appunto l'estrema lucidità di questi ribelli e la loro certezza che loro non si stanno ribellando contro il regno anzi loro sono il regno per esempio la gente scappa dai villaggi per unirsi alla folla dei ribelli a un certo punto viene fatta un'ordinanza quelli che abitano nei villaggi costieri devono stare a casa e non venire a unirsi alla ribellione perché perché c'è la guerra c'è sempre la guerra dei cent'anni che non finisce mai naturalmente e ci sono i francesi dall'altra parte della manica i villaggi costieri sono continuamente minacciati e noi noi non ci prendiamo la responsabilità di allontanare gli uomini validi dalle coste il regno è in guerra e noi i ribelli ce ne facciamo carico e noi decidiamo che i ribelli che vivono lungo le coste restano lì per continuare a difendere il regno dai maledetti francesi e poi dice un cronista e dicevano che c'era più di un re e che loro avrebbero accettato e obbedito un solo re re riccardo perché più di un re il reggente giovanni duca di lancaster odiatissimo zio del re ha sposato ha sposato le
150:12
rede del regno di castiglia e sostiene di essere lui il vero titolare del regno di castiglia quindi si firma re di castiglia questa cosa ai buoni sudditi inglesi non piace per niente due re nel regno non li vogliamo solo uno il vero re riccardo E ancora i cronisti che scrivono tutti in latino, sono quasi tutti monaci, i cronisti che scrivono in latino dicono e avevano una parola d'ordine in inglese e a questo punto i cronisti riferiscono in inglese, inglese di fine 300, qual era la parola d'ordine dei ribelli.
150:54
Con chi stai?
150:56
Letteralmente con chi tieni?
150:59
E la risposta era, with King Richard, con Re Riccardo, and with the true commons, e con i fedeli comuni.
151:11
E chi non sapeva o non voleva rispondere così veniva decapitato.
151:19
dilagano in tutta l'Inghilterra meridionale, arrivano a Canterbury, Canterbury è il grande santuario, la sede del pellegrinaggio più importante d'Inghilterra, ricordate Chaucer, i racconti di Canterbury, grande capolavoro della letteratura inglese medievale, scritto in quegli anni, che racconta proprio un pellegrinaggio a Canterbury, tutti vanno a Canterbury, i ribelli bloccano tutte le strade che vanno a Canterbury e fermavano tutti i pellegrini di qualunque condizione, anche i signori, e li facevano giurare e i pellegrini fermati dai ribelli dovevano giurare primo di essere fedeli al re Riccardo e ai comuni secondo questo è bellissimo che non avrebbero accettato nessun re che si chiamasse Giovanni Il duca di Lancaster si chiama Giovanni, però qui c'è anche qualcos'altro perché tutti loro da bambini hanno sentito le storie del buon re Riccardo e del cattivo re Giovanni.
152:20
Allora, un re in Inghilterra non può chiamarsi Giovanni, è inutile. Il primo re Giovanni ha rovinato la piazza per sempre e il duca di Lancaster con quel nome non ha speranze.
152:34
E ancora i pellegrini che vanno a Canterbury quando vengono fermati dai posti di blocco devono giurare che quando saranno tornati ai loro villaggi li inciteranno a ribellarsi e che non avrebbero accettato nessuna tassa riscossa nel regno tranne quelle che i loro padri e antenati avevano conosciuto e accettato.
153:00
dove c'è appunto fortissima l'idea che io pago le tasse perché accetto di pagarle. La teoria è che mi rappresenta il Parlamento, ma se decido che il Parlamento non mi rappresenta, decido io che tasse sono disposto a pagare. E quali tasse sono disposto a pagare? Questo è l'altro aspetto fondamentale della mentalità medievale.
153:22
Quello che hanno accettato i miei padri sono tenuto ad accettarlo anch'io, non sarebbe giusto.
153:28
ma nessuno mi può costringere a aggiungere qualcosa, nessuno può cambiare le leggi a mio danno, le leggi che c'erano al tempo di mio padre io ho il diritto che continuino anche adesso e dunque invadono Canterbury.
153:47
e grida, l'arcivescovo non è lì, l'arcivescovo capo del governo è col re, ma loro invadono Canterbury e gridano ai monaci che adesso devono eleggere un nuovo arcivescovo, che scelgano pure uno fra loro, fra i monaci, ma che eleggano un nuovo arcivescovo perché l'arcivescovo che c'è adesso è un traditore e sarà decapitato per la sua malvagità e il cronista che racconta questo annota fra parentesi.
154:17
e lo fu davvero entro cinque giorni saccheggiano il palazzo dell'arcivescovo ovviamente il palazzo è pieno di ricchezze vedi la prova che il governo ruba adesso lo andremo a prendere l'arcivescovo e lo costringeremo a rendere conto di come ha usato i nostri soldi e la gente della cittadina di canterbury è tutta con loro dopodiché Dopodiché in quel momento di colpo l'insurrezione si complica con una nuova rivendicazione.
154:53
Finora erano le tasse e la corruzione del governo. Adesso di colpo entra in campo un altro aspetto che per gran parte dei contadini dell'Inghilterra è una cosa importantissima, la servitù.
155:08
In Inghilterra vige la servitù.
155:13
Non dovete immaginare la servitù della gleba in modo folcloristico come qualcosa appunto che solo ius primenoctis o altre robe del genere, è una cosa molto tecnica, semplicemente moltissimi contadini, non tutti, hanno degli obblighi ereditari per cui devono fare dei lavori gratis per i loro signori.
155:34
Questo lo spiega molto bene un cronista francese il quale racconta questa cosa e dovendola raccontare al suo pubblico francese, in Francia i servi sono pochissimi, dovendola raccontare al suo pubblico francese il cronista Françard descrive perfettamente questa situazione.
155:52
C'è un'usanza in Inghilterra che i nobili hanno grande libertà sui plebei e li tengono in servaggio.
156:02
Cioè gli affittuari devono arare le terre del Signore, mietere e immagazzinare il suo grano e trebbiarlo e per obbligo tagliare il suo fieno e la sua legna e portarglieli a casa, gratis si intende, e tutte queste cose le devono fare perché sono servi e c'è più di questa gente in Inghilterra che in ogni altro regno.
156:28
Allora caso vuole che proprio nel momento in cui i commons stanno ribellandosi in tutta l'Inghilterra meridionale in una cittadina del Kent a Gravesand un cavaliere Sir Simon de Barley sta facendo causa a un abitante di quella cittadina sostenendo che è un suo servo e perciò dovrebbe essere a casa al villaggio a lavorare per lui e invece se n'è andato senza permesso in città e quindi adesso lui lo rivuole Le autorità di questa cittadina chiedono al cavaliere se si può mettersi d'accordo.
157:04
Adesso quest'uomo vive qui da noi, è diventato un abitante di Gravesend, noi vorremmo vedere se si può liberarlo.
157:10
Sir Simon chiede una somma enorme, 300 sterline, al cambio grosso modo 100.000 euro, una somma che avrebbe rovinato il povero uomo.
157:23
gli abitanti sindaco in testa chiedono al nobile cavaliere se per piacere potrebbe moderare le condizioni dicendo che l'uomo era un cristiano e di buona reputazione e che non era giusto che fosse rovinato per sempre al che il detto Sir Simon si adirò disprezzando molto questi bravi cittadini E per la sua alterigia ordinò ai due sergenti del re che lo accompagnavano di legare quest'uomo e incarcerarlo.
157:56
Capite come funziona? Se tu sei un nobile cavaliere e fai causa a un poveraccio, automaticamente hai già alcuni poliziotti che ti accompagnano. Ecco, perché siete già per scontato che comunque probabilmente hai ragione tu. I sergenti del re sono i poliziotti, infatti. Dunque Sir Simon fa arrestare quest'uomo.
158:14
E i comuni cominciarono ad agitarsi e a questo punto come un incendio fra le folle dei ribelli che sono già lì che battono il paese a caccia di avvocati, fra le folle dei ribelli comincia a correre questa voce. Adesso c'è anche un'altra cosa, adesso vogliamo anche farla finita con la servitù.
158:36
E i cronisti sono straordinariamente attenti, i cronisti ripeto sono monaci, sono gente intelligente e colta, sono contentissimi che la rivolta sia fallita, però sono capaci di capire esattamente come ragionava questa gente e di ripetere i loro discorsi.
158:54
Questa gente infelice cominciò a sollevarsi perché dicevano che erano tenuti in grande servitù e all'inizio del mondo dicevano non c'erano servi perciò dicevano che nessuno dovrebbe essere servo e non capivano perché dovevano essere sottomessi come bestie e dissero che non l'avrebbero più sopportato perché volevano essere tutti uguali.
159:19
E se aravano o facevano qualcosa per il loro signore, volevano essere pagati come gli altri.
159:27
Come vedete, appunto, la sostanza poi è quella. C'è gente che ha degli obblighi per cui deve lavorare gratis. E questo non va bene, vogliamo essere tutti uguali. Ora, se queste idee si diffondono in un attimo fra la folla dei ribelli, è perché covavano già da tempo.
159:48
Già da tempo in Inghilterra la gente mormorava e protestava che la servitù era una cosa ingiusta e se lo facevano e lo facevano anche apertamente è perché c'erano anche dei preti, dei parroci che a messa gli dicevano queste stesse cose e cioè che la servitù è ingiusta e che bisognerebbe ribellarsi.
160:13
un parroco in particolare molto famoso che in quel momento di colpo diventa uno degli idoli dei ribelli ma che già da molto tempo aveva molta influenza si chiamava john ball sir john ball come dicevano loro che davano del sir sia ai cavalieri sia ai preti allora sir john ball ovvero come riferisce un monaco E queste idee le aveva un prete matto nella contea di Kent, chiamato John Ball, che per le sue folli prediche era stato imprigionato tre volte dall'arcivescovo di Canterbury, perché questo è un prete!
160:53
E l'arcivescovo una volta lo chiama, mi risulta che tu dici non farlo più, poi arrivano di nuovo i rapporti, quello continua, lo chiami di nuovo, guarda che ti tolgo la parrocchia, ti tolgo la parrocchia, ti proibisco di predicare e quello continua. Cosa fai? Lo imprigioni tre mesi nel tuo castello di Canterbury e poi gli dici adesso vai e non peccare più e quello ogni volta ricomincia. E cosa raccontava ai suoi fedeli John Ball?
161:22
Le cose non vanno bene in Inghilterra e non miglioreranno finché tutto non sarà comune e non ci saranno più villani né gentiluomini ma che siamo tutti uniti e i signori non siano più padroni.
161:39
Insomma era un comunista fondamentalmente John Ball.
161:43
era un prete avrebbe dovuto solidarizzare con i signori ma si vede che era un prete figlio di contadini nelle sue prediche quando diceva noi intendeva noi la povera gente e loro i ricchi loro si vestono di velluti e pellicce e noi di tessuti da poco loro hanno i loro vini spezie e pane bianco noi abbiamo gli avanzi e beviamo acqua Cosa orrenda nel medioevo essere ridotti a bere acqua è proprio il massimo della deprivazione e dell'angoscia.
162:16
Loro se ne stanno nelle loro belle case e noi fuori a lavorare al vento e alla pioggia.
162:22
e coi frutti della nostra fatica mantengono la loro bella vita ci chiamano servi e se non siamo pronti a obbedire ci bastonano andiamo dal re è giovane mostriamogli la servitù in cui siamo tenuti e facciamogli capire che deve cambiare così diceva John Ball la domenica quando la gente usciva dalle chiese nei villaggi e perciò molti dei plebei lo amavano e così mormoravano fra loro nei campi e per la strada dicendo che John Ball diceva la verità e dunque quando i ribelli decidono di intraprendere questa crociata contro la servitù vanno a cercare John Ball, dove è John Ball?
163:06
Nelle prigioni dell'arcivescovo e andiamo e lo liberiamo e faremo arcivescovo lui e quando fu liberato predicò un sermone che cominciava così quando Adamo zappava e Eva filava chi era allora un gentiluomo e cercò di provare che tutti gli uomini sono creati uguali dalla natura nota bene bisogna stare attenti eh Che tutti gli uomini sono creati uguali dalla natura è una verità ovvia che qualunque intellettuale del Medioevo avrebbe riconosciuto, è ovvio ed evidente.
163:45
Tutti gli uomini sono creati uguali, non c'è il minimo dubbio. Sul piano teorico è così e davanti a Dio è così. Nessuno mai nel Medioevo si sarebbe sognato di pensarla diversamente.
163:57
tutt'altra cosa è dire ah ma allora la servitù i ricchi cosa c'entra quello non c'entra siamo creati uguali poi quello che è successo con la storia umana quella è colpa nostra mentre invece pretendere coerentemente di dire se siamo creati tutti uguali vogliamo essere uguali anche nella vita vera allora lì è la cosa su cui non erano più tutti d'accordo anzi john ball invece voleva arrivare a quello e che se dio avesse voluto creare i servi sicuramente fin dall'inizio avrebbe stabilito chi era servo e chi signore e un cronista uno dei più ostili a john ball conclude era guardato dai comuni come un profeta ebbe poi la sua ricompensa quando fu trascinato sbudellato impiccato e decapitato come traditore Ma nel frattempo la rivolta dilaga e l'abolizione della servitù diventa la prima delle richieste.
165:03
Vennero a Londra a parlare col re per essere resi liberi perché non volevano servi in Inghilterra. dove di nuovo notate, questi sono tutti cronisti ostili, che non hanno nessun interesse a esagerare la coerenza e la chiarezza di queste richieste, e invece tutti lo dicono, avevano una richiesta chiarissima, e non era io voglio essere libero, era tutti devono essere liberi, dove? Nello spazio che è il nostro, il regno d'Inghilterra.
165:35
Noi siamo il popolo d'Inghilterra e non vogliamo più che nel regno d'Inghilterra ci siano dei servi.
165:42
A questo punto i ribelli marciano su Londra. Il 12 giugno sono a Blackheath, è un quartiere di Londra oggi, a sud del Tamigi, dove c'è l'osservatorio di Greenwich. All'epoca è un villaggio, Londra all'epoca è piccolissima, corrisponde alla city di oggi che non per niente si chiama la city perché la città era quello in origine dunque i ribelli sono a pochi chilometri da Londra e nessuno li può fermare il duca di Lancaster reggente del regno è alla frontiera scozzese lontanissimo c'è il re con i suoi consiglieri e il re manda ai ribelli un cavaliere per chiedere che cosa vogliono e per che motivo si sono mossi risposero che erano insorti per salvarlo il re e per distruggere chi tradiva lui e il regno il re gli risponde chiedendo di fermarsi e promettendo che verrà a parlare con loro e ad ascoltare le loro richieste gli insorti gli dicono benissimo noi siamo qui a black is ti aspettiamo qui domattina il re promette di venire Riunisce il suo consiglio nella torre di Londra, presieduto dall'arcivescovo.
166:59
Discutono.
167:00
Cosa fare?
167:03
L'unica è andare a sentire cosa vogliono.
167:06
Il 13 giugno al mattino il re sente messa nella torre di Londra che è la fortezza naturalmente, la torre è la fortezza con cui il re controlla la città di Londra e dove lui si difende da qualunque minaccia. Il re sente messa nella torre poi si imbarca su una barca sul Tamigi insieme all'arcivescovo, al tesoriero, i principali ministri e comincia a scendere il Tamigi per andare incontro ai ribelli. man mano che vanno giù sulle rive c'è una folla sempre più numerosa che acclama urla dopo un po' si prendono paura sulla barca si fermano e discutono cosa fare decidono che è troppo rischioso attraccare meglio tornare indietro i ribelli quando vedono che torna indietro si infuriano e gli mandano una delegazione le nostre richieste vogliamo la testa del duca di Lancaster la testa dell'arcivescovo la testa del tesoriere segue elenco di 15 ministri di cui i ribelli vogliono la testa nome e cognome il re risponde di no Torna a Londra, imbarca, si chiude nella torre con i suoi consiglieri.
168:21
E a questo punto i ribelli marciano davvero su Londra, arrivano al ponte di Londra, unica via d'accesso attraverso il Tamigi. Il ponte di Londra all'epoca è un ponte elevatoio, il sindaco di Londra lo ha fatto alzare, ma il popolo di Londra tumultua e pretende che il ponte sia abbassato e i ribelli fatti entrare.
168:45
perché non lasciamo entrare questa buona gente in città sono i nostri compagni e quello che fanno lo fanno per noi i ribelli garantiscono che se entrano in città non saccheggeranno non commetteranno violenze e tutto quello che prendono lo pagheranno la folla obbliga il sindaco a aprire le porte e calare il ponte i ribelli entrano tavoli in strada e da mangiare per tutti Dopodiché i ribelli mantengono la parola, nessuna violenza, il problema è che i londinesi cominciano le violenze.
169:18
La folla di Londra dà l'assalto al Savoy, il palazzo del duca di Lancaster. È il più ricco palazzo di Londra, da poco costruito, pieno di ogni sorta di ricchezze. La folla dà l'assalto al Savoy, lo devasta da cima a fondo e lo brucia e lo rade alle fondamenta.
169:36
qualche cronista ostile dice sì chissà quanti sono morti ubriachi nelle cantine del Savoy dove il duca di Lancaster aveva i suoi vini francesi naturalmente e i cronisti più onesti dicono non hanno saccheggiato niente anzi avevano dichiarato che se qualcuno saccheggiava lo avrebbero impiccato noi non siamo dei ladri le ricchezze del Savoy tutti gli oggetti preziosi sono stati distrutti e buttati nel Tamigi i tessuti preziosi stracciati le pietre preziose le perle pestate nei mortai poi hanno trovato l'abito di gala del duca di Lancaster l'hanno montato su un manichino e gli hanno tirato con l'arco al bersaglio dopodiché procedono a incendiare le case dei ministri dei giudici dei funzionari del re tutte le prigioni vengono aperte E molta gente viene decapitata, appunto funzionari, uomini di legge, avvocati, tutti quelli che riescono a acchiappare sono trascinati fuori anche dalle chiese e decapitati.
170:37
I cronisti notano i ribelli non uccidevano mai nessuno se non per decapitazione, di nuovo. è la forma legale di esecuzione dei traditori noi non siamo una marmaglia senza legge che lincia la gente noi siamo il popolo del regno che fa giustizia secondo la legge e il re è assediato nella torre e la folla fuori grida vogliamo parlare col re e il re è quattordicenne fa bandire dalle finestre che se vogliono parlare con lui si trovino tutti domani mattina a Mile End che è un grande pratone fuori Londra all'epoca dove i bravi londinesi la domenica andavano a spasso.
171:25
Lì c'è spazio per tutti, ci sono centomila ribelli dentro Londra in questo momento secondo i cronisti.
171:31
Il re fa anche dire che se tornano alle loro case li perdonerà I ribelli rispondono che non torneranno a casa finché non avranno catturato i traditori e ottenuto l'abolizione della servitù.
171:45
Il re è lì nella torre con i suoi consiglieri, dalla torre vedono bruciare le loro stesse case, i ministri vedono bruciare le loro case.
171:56
La folla è fuori a perdita d'occhio, non c'è niente da fare bisogna andarci.
172:03
O meglio, l'arcivescovo cerca di svignarsela. L'arcivescovo di Canterbury a un bel momento esce da una porticina sul Tamigi per prendere una barca e scappare. Lo vede una lavandaia, comincia a gridare, accorre gente e l'arcivescovo è costretto a tornare dentro. Il giorno dopo, venerdì 14 giugno, alle 7 del mattino, il re è a Mile End davanti ai ribelli, accompagnato dai suoi cavalieri, tutti quelli che ha, non molti.
172:28
I ribelli sono lì in massa, e all'arrivo del re si inginocchiano davanti a lui e il capo dei ribelli perché c'è un capo salta fuori a questo punto si chiama Watt Tyler Tyler è uno di quei cognomi che indicano il mestiere, è un fabbricante di tegole, è uno che fabbrica tegole e mattoni, un artigiano ancora una volta. Tyler si presenta davanti al re, ha una bandiera di San Giorgio, il protettore del regno, l'insegna ufficiale del regno.
173:00
Tyler si presenta davanti al re, e lo prega di permettere che facciano giustizia dei traditori e lo prega di concedere che d'ora in poi nessuno sia più servo o debba lavorare gratis in Inghilterra e il re davanti ai ribelli fa proclamare che tutte le loro richieste sono accettate e a questo punto si torna a Londra e i ribelli dietro, e il re torna nella torre e i ribelli invadono la torre.
173:28
Qui i cronisti ovviamente si divertono a descrivere questa marmaglia che entra nelle stanze del re, tira la barba ai suoi cavalieri, si siedono sul letto del re, c'è la regina madre con il re, entrano nei suoi appartamenti, uno le dice dammi un bacio bella, ecco, dopodiché, dopodiché, ci sono anche molti soldati fanno causa comune con i ribelli nessuno li ferma l'arcivescovo è nella cappella che aspetta l'arcivescovo sa benissimo cosa sta per succedere quel mattino all'alba ha cantato messa si è confessato ha confessato tutti gli altri e poi nell'attesa ha fatto dire altre messe ha fatto dire una messa dopo l'altra anche lui partecipa canta le litanie e Durante una di queste messe, mentre sta cantando le litanie, quando arriva alle parole omnes sancti orate pronobis, tutti i santi pregate per noi, la folla entra e lo trascina fuori.
174:28
Fuori ci sono centomila persone che lo aspettano, è un enorme urlo, lo trascinano fuori insieme a quattro ministri e li decapitano.
174:37
Poi la testa dell'arcivesco e degli altri ministri vengono portate in processione infisse su Lance fino all'abbazia di Westminster per far ben vedere a tutti che giustizia è fatta dei traditori. Poi le portano al ponte di Londra e lì sul cancello della città le piantano lì in bella vista. La testa dell'arcivesco in modo che si capisca bene chi è gli inchiodano in testa una mitria rossa in modo che si veda che è lui.
175:07
Dopodiché le cose però scappano anche di mano, come succede quando la violenza rivoluzionaria non ha più limiti, per esempio c'è una deriva xenofoba. Londra è l'unico porto importante, l'unica grande città commerciale del regno, è piena di stranieri, è piena di mercanti stranieri. Ci sono gli italiani, i lombardi, come dicono loro, ancora oggi nella city c'è Lombard Street, Ma in quell'epoca italiani sono pochi, sono soprattutto fiamminghi, mercanti che vengono dalle fiandre, mercanti, banchieri, la gente li odia come sempre, quelli sono ricchi, fanno i soldi e a un certo punto tra i ribelli corre la parola d'ordine che ha dato ordine, ha dato il permesso di ammazzare i fiamminghi, anzi ha dato ordine di ammazzare i fiamminghi, chi non si sa però non importa, ordine di decapitare tutti i fiamminghi e allora la gente comincia la caccia allo straniero.
176:00
e anche quelli li trascinano fuori e li decapitano dice un cronista circa 150 ammazzati e si vedevano i mucchi di cadaveri nelle piazze E il re, prigioniero a tutti gli effetti dei ribelli, comincia a produrre quello che loro hanno chiesto. Documenti ufficiali, documenti ufficiali in cui perdona i ribelli per tutto quello che eventualmente possono aver fatto e soprattutto abolisce la servitù. Ogni villaggio vuole la sua pergamena.
176:32
Noi veniamo da Brentwood, vogliamo la pergamena dove il re dice che a Brentwood la servitù è abolita.
176:40
E ogni villaggio vuole la sua e ogni contea vuole la sua e il re mette al lavoro tutta la sua cancelleria. Trenta chierici per tutta la giornata producono documenti ufficiali di abolizione della servitù. C'è un piccolo problema, che un documento ufficiale per avere valore deve essere sigillato col grande sigillo reale E controfirmato dal detentore ufficiale del grande sigillo. Chi è il detentore del grande sigillo?
177:11
Il cancelliere del regno, l'arcivescovo di Canterbury, la cui testa in questo momento è inalberata sul... non c'è un cancelliere!
177:20
Non si possono produrre documenti legalmente validi, i ribelli dicono re non starai scherzando, il re nomina un cancelliere per un giorno, prende uno qualunque, lo fa cancelliere, gli consegna il gran sigillo, a questo punto i documenti sono validi e molta gente comincia a tornare a casa sventolando la pergamena che dice tutti i servi sono liberi.
177:46
e viene anche concessa una grande carta per tutto il regno, in cui il re dichiara che in tutto il regno d'Inghilterra tutti sono liberi.
177:58
Ci sarebbero mille cose che succedono, ma bisognerà saltarle un po', perché altrimenti tenete conto che questo è quello che succede a Londra, ma in tutta l'Inghilterra la gente insorge. Ve ne dico una, a Cambridge, dove c'è l'università, La gente del posto ovviamente odia i professori e gli studenti, i quali hanno i loro privilegi, vivono a Cambridge ma non hanno nessun obbligo verso il comune, non pagano le tasse comunali, non obbediscono al sindaco. Quindi la rivoluzione a Cambridge si traduce in questo, che la gente dà l'assalto all'università col sindaco in testa.
178:30
Danno l'assalto all'università e costringono i professori e gli studenti a rinunciare a qualunque privilegio che il re gli abbia mai concesso. D'ora in poi l'università di Cambridge ubbidirà al comune di Cambridge. Basta privilegi.
178:48
il capo dei ribelli è un tintore John Lister e nel Norfolk nel nord dell'Inghilterra i ribelli vanno di villaggio in villaggio e vanno a casa dei nobili dei cavalieri dicendogli anche voi dovete stare con noi perché la nostra causa è quella giusta vero che venite con noi anche voi e i nobili cavalieri presi uno per uno seguono la folla dei ribelli c'è soltanto un cavaliere che protesta Robert de Salle era il cavaliere più famoso d'Inghilterra, era l'uomo più alto d'Inghilterra, più forzuto d'Inghilterra e considerato il più coraggioso d'Inghilterra, un grande guerriero, era uno che non era neanche nato nobile, era un plebeo che il re aveva fatto cavaliere per il suo enorme valore in battaglia.
179:38
anche se Robert de Salle viene costretto a seguire i ribelli ma mentre gli altri cavalieri stanno ben zitti se Robert de Salle non sta zitto e sostiene che non è giusto quello che stanno facendo e che finirà malissimo e che dovrebbero vergognarsi finalmente uno dei contadini non ne può più è un suo servo e un suo servo prende un bastone gli dà una botta in testa e lo ammazza e il cronista commenta un cavaliere che avrebbe messo in fuga mille di quei rustici, se se lo fossero trovati davanti su un campo di battaglia.
180:12
E invece lì, in quel contesto, l'hanno ammazzato come niente. Sono forti, sono tanti.
180:17
Però poco dopo i ribelli del Norfolk mandano una delegazione al re con le loro richieste e questa delegazione si imbatte nel vescovo di Norwich. Il vescovo di Norwich, con alcuni dei suoi cavalieri sulla strada, vede arrivare questa delegazione dei ribelli. Il vescovo di Norwich...
180:34
Henry Spencer è un giovanotto che preferisce la guerra e la caccia al dire messa come non è raro tra i vescovi dell'epoca, è uno bellicoso e manesco, vede arrivare questa delegazione dei ribelli, gli chiede chi sono, quando ha capito chi sono li fa acchiappare e li fa decapitare tutti quanti.
180:56
dopodiché raduna gli uomini d'arma e i nobili del circondario e marcia verso il grosso dei ribelli del Norfolk li affronta i ribelli vedendoli arrivare si sono trincerati dietro un fossato hanno fatto una specie di barricata ma qui come sempre in queste storie che vi racconto si vede che al momento in cui la parola è alle armi un nobile signore sbaraglia come niente venti contadini non c'è niente da fare se sei a cavallo a armato e soprattutto sai combattere non c'è storia il vescovo carica i ribelli cento volte più numerosi li sbaraglia li mette in rotta cattura il capo john lister lo processa john lister è condannato a essere trascinato e impiccato trascinato vuol dire che per portarlo al patibolo lo legano alla coda del cavallo per i piedi e lo portano al patibolo così rimbalzando dietro al cavallo Dopodiché siamo nel Medioevo, è una società piena di sorprese.
181:59
Dopo tutto questo il vescovo confessa John Lister, lo assolve e poi lo accompagna al patibolo reggendogli la testa, lui è legato con i piedi al cavallo naturalmente, reggendogli la testa perché non si rompa la testa sulle pietre. Dopodiché al patibolo viene impiccato. Torniamo a Londra.
182:22
A Londra il re...
182:24
va in pellegrinaggio all'abbazia di Westminster, prega nell'abbazia, prega la Madonna.
182:32
A Westminster c'è un'immagine miracolosa della Madonna di cui il re è particolarmente devoto.
182:37
parla a lungo con l'eremita che vive murato nei sotterranei della cattedrale perché lì c'è un'eremita il quale volontariamente per allontanarsi dal mondo ha chiesto di essere murato nella cattedrale c'è uno sportellino gli danno da bere da mangiare ovviamente eccetera il re scende e si intrattiene a lungo con l'eremita e poi e poi fa proclamare che adesso è lui che vuole parlare con i ribelli Noi non sappiamo in realtà se abbia un piano il re o se sono i ribelli che hanno insistito che vogliono parlargli ancora.
183:10
Quello che è certo è che si trovano di nuovo fuori Londra in un altro di questi grandi prati che ci sono fuori Londra a Smithfield e lì di nuovo c'è la folla dei ribelli e il re con pochi cavalieri e con il sindaco di Londra. E Watt Tyler di nuovo esce dalla folla e viene incontro al re a cavallo. Qui abbiamo descrizioni dettagliatissime di quello che succede. Wattailer è a cavallo anche se lui è un fabbricante di tegole non è mai andato a cavallo in vita sua però è a cavallo perché i suoi centomila no sono diminuiti nel frattempo sono già molto diminuiti tanta gente è tornata a casa i suoi lì a piedi lo vedono sta andando dal re il nostro Wattailer va dal re smonta da cavallo davanti al re ha la spada in mano mette un ginocchio a terra ha comunque la consapevolezza che di fronte al re ci sono certe regole da rispettare.
184:03
Però, poveretto, ha una vaga idea delle regole da rispettare, ma molto vaga. Dopo essersi inginocchiato si rialza e stringe vigorosamente la mano al re, dicendogli, fratello, stai sereno, perché vedi quanti uomini ci sono e ne stanno arrivando altri. Il cronista dice, sì, tranquillo e gioioso, sono leggermente interpretato, ma insomma... vedi quanti siamo e ne arriveranno altri e saremo buoni compagni e il re gli dice ma perché non tornate al vostro paese e Wattailer risponde che non hanno ancora ottenuto tutto quello che vogliono e il re dice va bene vi darò quello che volete cosa volete ancora e Wattailer dice intanto hanno fatto un salto di qualità la servitura è stata abolita benissimo ma non ci basta più non si devono fare nuove leggi Sempre la solita storia no?
184:57
Le leggi del tempo dei miei padri a me vanno bene, quelle nuove sono sempre fregature, non le voglio, vivremo secondo le vecchie leggi del tempo dei nostri padri e nessun lord deve più avere una signoria ma la terra deve essere divisa fra tutti.
185:13
Il vecchio comunista John Ball nel frattempo ha lavorato chiaramente in mezzo ai ribelli. Solo il re deve avere delle grandi proprietà, nessun altro. E il clero deve essere mantenuto, ma tutte le terre dei monasteri devono essere distribuite fra il popolo. E ci deve essere un solo vescovo in Inghilterra. Perché così tanti che costano cari a mantenerli? E poi naturalmente, ripetiamolo, non ci deve mai più essere un servo in Inghilterra. Il re promette tutto.
185:43
A questo punto Giugno fa un caldo mortale, Wattailer chiede da bere, gli portano una brocca d'acqua prima di tutto, la brocca d'acqua non è per bere, è per sciacquarsi la bocca, nessuno beve acqua se può farne a meno, oltretutto l'acqua fa malissimo, è acqua di pozzo, di fiume, ma la brocca d'acqua serve per sciacquarsi la bocca, Wattailer è un fabbricante di tegole, le buone maniere non le conosce, si sciacqua la bocca e sputa abbondantemente in presenza del re.
186:12
e poi e adesso per bere gli portano un boccale di birra quella sì e tra canna il boccale di birra e risale a cavallo e intanto uno dei valletti del re dice ad alta voce ma guarda come si comporta quello lì è il più gran furfante del Kent Watt lo sente e gli dice vieni un po' qui Il valletto non andrebbe, ma i nobili lordi del seguito del re, terrorizzati, lo spingono avanti. Il valletto si fa sotto. Watt Tyler ha con sé un compagno a cavallo che porta lo stendardo di San Giorgio, gli dice scendi e taglia la testa a questo traditore.
186:50
Il valletto a questo punto non può fare altro, ribatte, non è giusto, non sono un traditore, non me lo sono meritato, ho detto solo la verità.
186:57
A questo punto Watt Tyler, che ha sempre la spada in pugno, alza la spada per colpire il valletto.
187:03
è più di quello che si può tollerare in presenza del re si possono tollerare tante cose ma le buone maniere sono la più importante il sindaco di Londra trova il coraggio di affrontare Watt fermarlo e dirgli ma si fa questo in presenza del re a questo punto Watt tira una botta con la spada al sindaco di Londra ma il sindaco di Londra sotto il vestito ha la corazza non si fa niente tira fuori lui la spada e colpisce Watt lo colpisce due volte al collo, Watt fa in tempo a risalire a cavallo, poi un altro lo raggiunge, lo colpisce di nuovo, Watt cade a terra mezzo morto.
187:43
La folla dei suoi e laggiù 50 metri più indietro non vedono niente, dov'è Watt? Non lo vedo più.
187:50
Qualcuno dice si vede che si è inginocchiato perché il re lo sta facendo cavaliere, qualcun altro dice no no sta succedendo qualcosa, qualcuno comincia a tirare con l'arco, a questo punto il re fa la sua parte.
188:02
Il re quattordicenne sprona il cavallo, va davanti ai ribelli e gli dice, sempre il vecchio discorso che si fa quando si vuol confondere la gente, il vostro capo era un traditore, io sono il vostro capo, io sono il vostro re, dovete fidarvi di me, d'ora in poi seguitemi e io sarò il vostro capo, mentre il re parla con i ribelli confusi e perplessi, i nobili signori sono tutti nel panico, l'unico che tiene la testa sulle spalle è il sindaco di Londra. Il sindaco galoppa a Londra che è a cinque minuti.
188:35
Entra a Londra e comincia a far uscire la popolazione di Londra in armi, inquadrata in armi. Londra è un comune, la sua popolazione è abituata a fare la guerra, inquadrata a difesa della città, ognuno al suo posto. Il sindaco dice il re è in pericolo e a questo punto la milizia di Londra esce armata e in pochi minuti è a Smithfield, dove i ribelli sono ancora lì confusi, senza capo, con il re che gli sta raccontando tutte le sue belle cose. E la milizia di Londra arriva molto numerosa, molti ribelli sono già tornati a casa, ripetiamolo, e comincia a circondare i ribelli e a questo punto i ribelli di colpo non capiscono più niente e si spaventano e cominciano a buttare le armi, i bastoni, gli archi e cominciano a inginocchiarsi e implorare pietà.
189:27
A questo punto c'è una sceneggiata. I nobili signori del seguito del re, che fino a quel momento non hanno mosso un dito, ripreso coraggio vanno dal re e gli dicono adesso gliela facciamo vedere a questi villani che hanno osato sfidare il re e i nobili, dacci il permesso di decapitarne cento o duecento. Il re dice di no.
189:50
Non sono tutti colpevoli, molti non sanno cosa stanno facendo, si sono uniti alla folla per paura, non lo facciamo. Il re da ordine ai ribelli ridatemi le vostre insegne di San Giorgio e i ribelli cedono le insegne. Il re ordina ridatemi le lettere patenti, le pergamene, tutto quello che ho concesso, tutto quello che c'è ancora viene ridato e stracciato sotto i loro occhi. Dopodiché il re ordina a tutti di tornare a casa, vieta a qualunque forestiero di tornare a Londra e se ne torna a Londra col suo seguito mentre i ribelli si disperdono, nota un cronista, ma molti vennero uccisi dopo che il re se ne era andato.
190:32
Il sindaco di Londra a questo punto ha ancora un lavoro da fare, a cercare Watt Tyler che non è mica morto, Watt Tyler è stato colpito da diversi colpi di spada, dov'è, dove non è, lo vanno a cercare, lo hanno portato in ospedale naturalmente, c'è un ospedale lì vicino e lì ha letto nella camera del direttore dell'ospedale, il sindaco di Londra va, lo trascina fuori mezzo morto, lo decapita sul posto e la testa di Watt viene portata in trionfo a Londra.
191:04
A questo punto il re ordina al sindaco di Londra di mettersi un elmo in testa, Sineco di Londra, che è un mercante, i londinesi sono tutti mercanti naturalmente, brava gente che traffica, che lavora, mettermelo in testa.
191:18
dice sì perché ti devo ricompensare per quello che hai fatto ti voglio armare cavaliere il sindaco di Londra che è un bravo mercante è sgomento perché fare il cavaliere non è esattamente una prospettiva che gli fosse mai venuta in mente e inoltre per fare il cavaliere ci vogliono un sacco di soldi per mantenere il tenore di vita adeguato il re insiste a tutti i costi lo arma cavaliere dopodiché gli regala però anche proprietà terriere a sufficienza per poter mantenere il suo nuovo rango e a questo punto è davvero finita e comincia la repressione perché ci sono ancora dei ribelli in giro per le contee ci sono gruppi di ribelli che scrivono al re dicendo ma e le promesse vogliamo che siano mantenute uno dei cronisti racconta se l'è inventato lui ma è per capire in che modo questi monaci vedono la conclusione della faccenda uno dei cronisti racconta che il re gli avrebbe risposto villani siete e villani resterete rimarrete in servitù non come prima ma molto più dura i ribelli vengono dispersi tutti quelli che vengono in ginocchio a chiedere pietà vengono risparmiati a patto di denunciare i capi e a questo punto in
192:33
tutto il regno mentre la gente è tornata a casa cominciano i processi e il paese tacque alla vista dei giudici e il popolo tremò Secondo un cronista si arriva a qualcosa come 1500 esecuzioni.
192:48
All'inizio li decapitano per tradimento, poi anche perché si fa più in fretta, non devi stare a tirare sulla forca, poi in realtà decidono che non va bene perché comunque la decapitazione è una pena troppo prestigiosa e questa gente non lo merita e quindi si comincia a impiccare. John Ball viene arrestato, trascinato, impiccato e squartato al monastero di St Albans e la sua testa viene esposta con quella di Watt Tyler sul ponte di Londra.
193:19
il monaco di Sant'Albans che racconta cosa è successo nel suo paese racconta che lì sono stati decapitati 15 capi dei ribelli servi del monastero che erano insorti e uno di loro racconta il cronista prima di morire fece il seguente discorso, questa è una cosa abbastanza sbalorditiva perché il cronista è lo stesso che esulta perché i villani sono stati stroncati e resteranno servi come prima anzi peggio di prima però poi dice questo loro capo quando morì disse con cittadini e il cronista nota perché si erano messi in testa di farsi chiamare così cittadini cives scrive lui che un po' di libertà ha risollevato da lunghi anni di oppressione.
194:08
Tenete duro finché potete.
194:11
Se dovrò morire per la causa della libertà, sarò contento di finire la mia vita da martire.
194:18
Ora, il punto non è avrà davvero detto queste belle parole, questo non lo sa nessuno. La cosa straordinaria è che un monaco ostile gli attribuisce questo discorso.
194:28
E lo stesso monaco che in altri posti della cronaca dice sì perché appunto volevano farsi chiamare cittadini e insistevano che d'ora in poi nel regno ci dovevano essere soltanto il re e i comuni e questa parola comuni gli sembrava la più bella parola del mondo.
194:45
In altre parole questo è un nemico di classe che capisce perfettamente cosa pensano, cosa vogliono questa gente, non c'è nessuna finzione, questi hanno degli ideali, dei valori, lottano per quello. Peccato che noi siamo i padroni e invece li vogliamo tenere sotto e quindi meno male che è andata così.
195:04
dopodiché però naturalmente appunto siamo nel medioevo qualche mese di processi ed esecuzioni poi poi basta è ora di farla finita il primo parlamento che si riunisce a westminster a settembre decreta il colpo di spugna chiunque non è stato ancora impiccato basta grazia per tutti quelli che sono rimasti non se ne parla più e naturalmente la grande carta di liberazione che dichiarava che non ci sarà più un servo in tutta l'inghilterra fu abolita annullata e dichiarata senza valore nel Parlamento e non ci sarà mai più una rivolta così in Inghilterra però ci sarà una rivoluzione in Inghilterra come molti di voi sanno Tempo dopo, molto tempo dopo, sono cambiate un po' di cose, ma certe altre cose sono rimaste uguali.
195:53
C'è un re che nel 600 non è più un 14enne spaventato e ha le idee molto chiare e vuole diventare un sovrano assoluto e non vuole più chiedere il permesso al Parlamento per poter imporre nuove tasse.
196:11
e la rivoluzione inglese lo sapete degli anni 40 del 600 e c'è un Parlamento dove la Camera dei Comuni dichiara che il re non ha il diritto di imporre nuove tasse e sciogliere il Parlamento a suo piacimento e il re Carlo I scioglie il Parlamento e il Parlamento raduna un esercito e a nome dei comuni d'Inghilterra dichiara guerra al re e lo sconfigge e lo arresta e lo processa per alto tradimento, il re, per aver tradito i comuni d'Inghilterra, e gli taglia la testa, perché la decapitazione è quello che tocca ai traditori.
196:50
Grazie.